Liberato

17-04-012

Dagli Atti degli Apostoli (12,1-11)
In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa. Fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni. Vedendo che ciò era gradito ai Giudei, fece arrestare anche Pietro. Erano quelli i giorni degli Àzzimi. Lo fece catturare e lo gettò in carcere, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua. 
Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui. In quella notte, quando Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro, piantonato da due soldati e legato con due catene, stava dormendo, mentre davanti alle porte le sentinelle custodivano il carcere. 
Ed ecco, gli si presentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: «Àlzati, in fretta!». E le catene gli caddero dalle mani. L’angelo gli disse: «Mettiti la cintura e légati i sandali». E così fece. L’angelo disse: «Metti il mantello e seguimi!». Pietro uscì e prese a seguirlo, ma non si rendeva conto che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell’angelo: credeva invece di avere una visione. Essi oltrepassarono il primo posto di guardia e il secondo e arrivarono alla porta di ferro che conduce in città; la porta si aprì da sé davanti a loro. Uscirono, percorsero una strada e a un tratto l’angelo si allontanò da lui. Pietro allora, rientrato in sé, disse: «Ora so veramente che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che il popolo dei Giudei si attendeva».

Ci sono due modi di leggere questo testo. Il primo è immediato: di fronte ad Erode che si comporta in modo ingiusto e dispotico per inseguire un consenso e mette in carcere Pietro, il Signore interviene liberandolo e dimostrando che nulla può fermare l’annuncio del Vangelo. Ci sarebbe in questo caso una lotta tra Erode e Dio in cui il primo viene beffato.

Il secondo modo di leggere questo testo, procede dalla possibilità di cogliere molti indizi che ci rimandano ad una lettura pasquale di questo racconto, che potremmo definire “la Pasqua di san Pietro”. La nota cronologica sui giorni degli azzimi e tutta una serie di indizi nel racconto che rimandano al racconto della Pasqua ebraica e all’uscita dall’Egitto, potrebbero aiutarci a comprendere che questo avvenimento rappresenta una partecipazione personale di Pietro al grande mistero della Pasqua, mistero in cui lui, sulla sua pelle, sperimenta l’intervento di Dio che lo libera dalla morte (carcere) e lo invita a mettersi in cammino, con i fianchi cinti e i sandali ai piedi; che apre di fronte a lui ciò che impedisce la sua uscita (esodo) e lo lascia su una strada perché possa proseguire il suo cammino. E’ la Pasqua di Pietro.

Questo racconto ci ricorda che nessuno di noi è esonerato dal vivere il realismo della Pasqua sulla propria pelle; di sperimentare l’abbassamento della morte e diventare partecipe delle risurrezione di Gesù, realizzata per intervento misericordioso di Dio. Ognuno di noi è chiamato a riconoscere sulla propria esperienza il volto di Dio liberatore e salvatore.

Dal Salmo 34
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.

L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia.

Preghiamo
O Dio, che allieti i tuoi figli 
con la solennità dei santi Pietro e Paolo, 
fa’ che la tua Chiesa segua sempre 
l’insegnamento degli apostoli 
dai quali ha ricevuto il primo annunzio della fede.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.