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Con quello di questa mattina, gli articoli di commento alla Parola sono arrivati a quota 500. Un giorno dopo l’altro, lasciandosi guidare dalla proposta della liturgia quotidiana, proseguiamo nel cammino come dei pellegrini, facendo un passo per volta e trovando ogni giorno la parola che ci sostiene.

Alcuni amici educatori mi hanno chiesto un aiuto sul metodo, per aiutare i più giovani ad utilizzare – anche saltuariamente – questo strumento quotidiano. Scrivo proprio due note semplici, perché in realtà non c’è un pensiero teorico molto elaborato, ma solo la mia esperienza personale e di educatore.

Dico subito che il metodo di riferimento è quello tradizionale della LECTIO DIVINA nei suoi passaggi super classici: lettura, meditazione, contemplazione e preghiera della Parola di Dio.

E’ molto importante partire da una lettura semplice, ma approfondita del testo biblico: è quello il testo importante, non il commento! Si può leggere e rileggere alcune volte, in base al tempo a disposizione. La Parola non ci domanda di essere compresa razionalmente, vivisezionata, ma, ricordando che è una Parola viva, occorre lasciarsi coinvolgere da un particolare, cogliere una sfumatura che per noi può essere importante in quel giorno (e non tutti i giorni sono uguali). Io faccio così; leggo il testo in modo attento e mi lascio catturare da un particolare che sento risuonare in modo particolare nella mia vita.

Su quel particolare sviluppo la mia meditazione, che è una semplice riflessione, alla luce della Parola di Dio, che cade sulla mia vita, su quanto accade in questo periodo a me e intorno a me. La Parola, dice Isaia, è come la pioggia e la neve che scendono dal cielo e fecondano la terra. Non può rimanere per aria, non può rimanere nella testa, deve scendere nella vita, deve interpellarmi, deve provocarmi, deve chiamarmi.
Essa, per usare un’altra immagine cara al Nuovo Testamento, è anche come una spada affilata, noi diremmo un bisturi, che viene a tagliare, a incidere la mia carne, per liberarmi da ciò che mi impedisce di essere conforme alla volontà del Padre.

Per molti la storia potrebbe concludersi qui, ma mi sembra importante accedere al libro dei Salmi per essere aiutati nella contemplazione. Se la riflessione vuole diventare preghiera, attraverso i Salmi sono condotto per mano ad elevare il mio cuore a Dio, per contemplare ciò che Dio è capace di operare nella storia e nel cuore delle persone, e domandare ciò che la Parola mi ispira. La proposta di un salmo è un aiuto semplice per entrare – o ritornare – nella relazione con Dio e far crescere la meditazione in preghiera.

Da qualche giorno aggiungo la preghiera di colletta della messa. Ho iniziato con un testo che mi piace molto e che è stato la mia pista di preghiera per una intera settimana nei tempi passati; ma mi sembra un elemento utile per arrivare alla invocazione, secondo la tradizione della Chiesa e valorizzando questo patrimonio di testi liturgici che ci sono stati messi a disposizione.
Secondo gli studiosi, le collette che utilizziamo nella liturgia nascono e sono state tramandate proprio nel percorso della Lectio Divina, e mi sembrava giusto riportarle nel loro contesto originario per lasciarle agire in noi.

Ecco allora qualche semplice nota.
Ovviamente le persone più serie e più dotte di me hanno scritto cose anche più importanti, sulla Lectio, e pubblicato libri che hanno fatto scuola, insegnando molto anche a me. Loro insisterebbero sulla preparazione, sull’ingresso nella preghiera, e sull’esigenza di prendere una scelta di vita che fecondi la nostra giornata. Tutte cose molto giuste.
La diffusione sui dispositivi portatili dei miei contributi, rende tutto molto smart, rinunciando a molti elementi importanti e puntando all’essenziale.
Nel deserto di alcune giornate, anche una goccia d’acqua pura può aiutare a proseguire nel cammino. Ma se c’è l’opportunità, è bene dissetarsi a sorgenti più ricche che si possono trovare in molti maestri di preghiera e di ascolto della Scrittura che, grazie a Dio, oggi possono essere raggiunti facilmente.

Il mio rimane, invece, un piccolo servizio e una piccola goccia d’acqua nello scorrere delle giornate.
Buon cammino.
Il Signore faccia fiorire nella vostra vita i semi che lui getta in modo abbondante.

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