Dal grembo materno

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Dal libro del profeta Isaìa (49,1-6)
Ascoltatemi, o isole, udite attentamente, nazioni lontane;
il Signore dal seno materno mi ha chiamato,
fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome.
Ha reso la mia bocca come spada affilata,
mi ha nascosto all’ombra della sua mano,
mi ha reso freccia appuntita, mi ha riposto nella sua faretra.
Mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele,
sul quale manifesterò la mia gloria».
Io ho risposto: «Invano ho faticato,
per nulla e invano ho consumato le mie forze.
Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore,
la mia ricompensa presso il mio Dio».
Ora ha parlato il Signore,
che mi ha plasmato suo servo dal seno materno
per ricondurre a lui Giacobbe e a lui riunire Israele
– poiché ero stato onorato dal Signore
e Dio era stato la mia forza –
e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo
per restaurare le tribù di Giacobbe
e ricondurre i superstiti d’Israele.
Io ti renderò luce delle nazioni,
perché porti la mia salvezza
fino all’estremità della terra».

Oggi celebriamo la festa della natività di san Giovanni Battista, del quale Gesù ha detto che “tra i nati di donna non ne è nato una più grande di lui” (Cfr Mt 11,11).
Nella vita di Giovanni Battista, come in quella di Gesù e di alcuni grandi profeti,  si contempla un mistero di elezione da parte di Dio fin dalla nascita.
Per loro ben si addice questo testo di Isaia, il secondo canto del servo di Dio, nel quale si parla di una vocazione realizzata fin dal grembo materno.

Come si può pensare ad una relazione che mette in gioco la libertà della persona fin dal grembo materno? Come può una persona acconsentire liberamente ad una chiamata quando è così piccolo?
Se ci pensiamo è lo stesso mistero che si attua nel battesimo che noi amministriamo anche ai bambini. Anche lì c’è una vera e propria chiamata!
Dio, nella sua grande misericordia, crea una relazione misteriosa con quel bimbo e con quella bimba, una relazione effettiva capace di interpellare la sua libertà. Ovviamente non vi è nulla di magico. Con la crescita e lo sviluppo della persona, con l’educazione e la conoscenza, tale scelta potrà divenire sempre più consapevole e responsabile, ma, da parte di Dio la chiamata rimane la stessa perché è fondata su una scelta di amore e non su un bisogno funzionale.

Ascoltiamo quella voce del Signore che è stata pronunciata per noi fin dal grembo delle nostre madri e, insieme a Giovanni Battista, riconosciamo il suo amore e il suo disegno di bene sulla nostra vita.

Dal Salmo 139
Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo,
intendi da lontano i miei pensieri,
osservi il mio cammino e il mio riposo,
ti sono note tutte le mie vie.

Sei tu che hai formato i miei reni
e mi hai tessuto nel grembo di mia madre.
Io ti rendo grazie:
hai fatto di me una meraviglia stupenda.

Meravigliose sono le tue opere,
le riconosce pienamente l’anima mia.
Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
ricamato nelle profondità della terra.

Preghiamo
O Padre, che hai mandato san Giovanni Battista 
a preparare a Cristo Signore un popolo ben disposto, 
allieta la tua Chiesa 
con l’abbondanza dei doni dello Spirito, 
e guidala sulla via della salvezza e della pace.

 

balacchi

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