Il ciclo del dono

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (11,23-26)
Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.

Questo testo di Paolo rappresenta il quarto racconto dell’ultima cena. Tre ce li riportano i Vangeli sinottici (Matteo, Marco e Luca) e poi Paolo nella prima lettera ai Corinzi. Giovanni invece, nell’ultima cena, ci racconta la lavanda dei piedi.
Secondo questo testo di san Paolo, l’Eucaristia è un dono che si riceve e che si deve consegnare. E’ in questa dinamica di recezione e trasmissione che si dispiega il mistero dell’Eucaristia.

Gesù ha ricevuto un corpo che dona a noi in sacrificio di espiazione.
Noi riceviamo il corpo di Gesù nel sacra,mento dell’Eucaristia e, a nostra volta, siamo chiamati a consegnare noi stessi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio (Cfr. Rom 12). Se questa catena di doni accolti e ridonati si interrompe, non c’è più eucaristia, non c’è più Pasqua del Signore.

In questo giorno in cui celebriamo la festa del Corpo e del Sangue del Signore, siamo chiamati ad entrare nel ciclo di questo dono che riceviamo e siamo chiamati a ritrasmettere attraverso l’annuncio, la testimonianza e la celebrazione, finché il Signore venga.

Dal Salmo 110
Oracolo del Signore al mio signore:
«Siedi alla mia destra
finché io ponga i tuoi nemici
a sgabello dei tuoi piedi».
Lo scettro del tuo potere
stende il Signore da Sion:
domina in mezzo ai tuoi nemici!
A te il principato
nel giorno della tua potenza
tra santi splendori;
dal seno dell’aurora,
come rugiada, io ti ho generato.
Il Signore ha giurato e non si pente:
«Tu sei sacerdote per sempre
al modo di Melchìsedek».

balacchi

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