Nel/del mondo

fratel

Dal Vangelo secondo Giovanni (17,11-19)
In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:] «Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi. Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità».

I discepoli di Gesù sono NEL mondo, ma non sono DEL mondo, come Gesù non è DEL mondo, pur essendo NEL mondo. Questa doppia posizione rispetto al mondo, non possiamo negare che ci ponga in tensione.
Essere del mondo significa pensare, giudicare, scegliere, vivere secondo i criteri del mondo, quelli che – a volte – potrebbero sembrare ispirati dal buon senso: chi fa da sé fa per tre … solo per dare un per esempio. Non possiamo negare che siamo tutti un po’ del mondo. Non è un caso che papa Francesco ci richiami continuamente a discernere la mondanità che penetra nelle nostre comunità e in noi stessi. Su questo aspetto dobbiamo attuare un sano discernimento che ci consenta di stare nel mondo, ma marcando quella differenza che testimonia il nostro essere di Gesù.

Anche essere nel mondo non è affatto scontato e richiede grande discernimento. C’è uno stare nel mondo che è come il lievito nella pasta e c’è uno stare nel mondo che è come il sale insipido, che deve essere gettato e calpestato.
C’è uno stare nel mondo alla maniera di quei farisei che Gesù condanna per il loro continuo atteggiamento di giudizio e c’è uno stare nel mondo che è quello dei poveri di Dio, dei poveri in spirito, dei miti, degli umili.
C’è uno stare nel mondo in atteggiamento conflittuale, come se il mondo fosse da abbattere, marcando le divisioni, erigendo barriere per difendersi dal nemico e c’è uno stare nel mondo che costruisce ponti, declina la misericordia nelle relazioni, mette in atto processi di incontro e di guarigione …
Anche su questo, dunque, occorre compiere un discernimento, per essere nel mondo alla maniera di Gesù.

Mi colpisce che Gesù preghi per noi, perché il Padre ci custodisca dal Maligno, da colui che confonde, che accusa, che divide e che impedisce di riconoscere come essere nel mondo senza essere del mondo.

Dal Salmo 68
Mostra, o Dio, la tua forza,
conferma, o Dio, quanto hai fatto per noi!
Per il tuo tempio, in Gerusalemme,
i re ti porteranno doni.

Regni della terra, cantate a Dio,
cantate inni al Signore,
a colui che cavalca nei cieli, nei cieli eterni.
Ecco, fa sentire la sua voce, una voce potente!
Riconoscete a Dio la sua potenza.

La sua maestà sopra Israele,
la sua potenza sopra le nubi.
Terribile tu sei, o Dio, nel tuo santuario.
È lui, il Dio d’Israele, che dà forza e vigore al suo popolo.
Sia benedetto Dio!

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