Mettere in pratica

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Dal Vangelo secondo Giovanni (13,16-20)
[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro: «In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica. Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la Scrittura: “Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno”. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono. In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».

Il Vangelo è un’esperienza vissuta, non una teoria. Non è sufficiente ripeterlo e neppure insegnarlo: se non viene vissuto rimane lettera morta.
La promessa di beatitudine di Gesù è la garanzia che ci viene data per affrontare la fatica di tradurre in vita concreta quelle parole che ascoltiamo e nelle quali riponiamo la nostra fiducia. Oltre alla sua promessa, Gesù accredita queste parole con l’autorità del Padre, richiamando ancora il legame che c’è tra il Padre e lui.

Se il Vangelo rimane lettera morta nella nostra vita si produce in noi stessi una dinamica mortifera che, a lungo andare, crea quelle mostruosità tipiche dell’ipocrisia, del moralismo, del fondamentalismo … Non è indifferente quello che accade in noi se diciamo di credere, ma non mettiamo in pratica: si crea la stessa lacerazione che ha vissuto Giuda, il quale è arrivato a seguire sé stesso fino a tradire Gesù.

La traduzione del Vangelo in esperienza di vita è una sfida che ci coinvolge tutti i giorni. anche oggi.

Dal Salmo 89
Canterò in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».

«Ho trovato Davide, mio servo,
con il mio santo olio l’ho consacrato;
la mia mano è il suo sostegno,
il mio braccio è la sua forza».

«La mia fedeltà e il mio amore saranno con lui
e nel mio nome s’innalzerà la sua fronte.
Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza”».

Giuseppe d'Egitto

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