Fame e sete

fame-mondo

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,30-35)
In quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

Pane dal cielo; il pane dono di Dio, mangiato senza la fatica del lavoro. Quasi un nuovo Eden in cui l’uomo era esonerato dal dover ricavare il cibo tramite il sudore della fronte.
E’ l’esperienza che il popolo d’Israele aveva fatto durante il cammino nel deserto; per quarant’anni Dio aveva nutrito il suo popolo con la manna, il pane dal cielo donato da Dio al popolo in cammino.
Anche Gesù ha nutrito la folla nel deserto, ma non è quello il pane che Gesù è pronto a dare. Gesù dona sé stesso come il pane della vita che toglie la fame e la sete, che non solo toglie la fatica di procurare il pane, ma addirittura libera l’uomo dal bisogno di dover mangiare ogni giorno per far fronte alla sua connaturale fragilità.
Gesù, con la Pasqua, si propone come Colui che è capace di far superare all’uomo ogni aspetto di precarietà: il più importante è la morte, ma anche la fame e la sete, che continuamente chiedono di essere soddisfatte, altro non sono che il segno della continua battaglia contro la morte che l’uomo deve ingaggiare. Gesù, nella Pasqua, ci libera dalla morte in ogni suo aspetto.

Dal Salmo 31
Sii per me, Signore, una roccia di rifugio,
un luogo fortificato che mi salva.
Perché mia rupe e mia fortezza tu sei,
per il tuo nome guidami e conducimi.

Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.
Io confido nel Signore.
Esulterò e gioirò per la tua grazia.

Sul tuo servo fa’ splendere il tuo volto,
salvami per la tua misericordia.
Benedetto il Signore,
che per me ha fatto meraviglie di grazia.

Giuseppe d'Egitto

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