Sono io

lake-2158481_960_720

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,16-21)
Venuta la sera, i discepoli di Gesù scesero al mare, salirono in barca e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao. Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato, perché soffiava un forte vento. Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!». Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.

C’è qualche incoerenza narrativa in questo racconto. I discepoli prendono il largo e il vangelo nota che, pur essendo già buio Gesù non li aveva raggiunti. Come avrebbe potuto farlo? E quando viene, camminando sul mare, essi hanno paura.
E’ evidente che ciò che questo vangelo ci vuole rivelare è qualcosa di più di un racconto straordinario. La domanda che, leggendo il vangelo, è sempre al centro è: chi è Gesù?

Gesù è colui che cammina sulle acque, come Dio che domina sulle acque e fissa la sua dimora sulle acque. L’acqua per gli Ebrei è simbolo della morte e Gesù che domina sulle acque è il volto di Dio che domina sulla morte.
Gesù è colui che ci invita a non avere paura di lui, dell’acqua e del vento, perché lui è più forte di tutti, ma la sua forza è una forza di pace.
Gesù è colui che accetta l’invito di salire sulla barca perché non rimane lontano dai suoi mentre sono i difficoltà.
Gesù è colui grazie alla presenza del quale, la barca raggiunge in fretta la meta verso cui era indirizzata.

Il contesto pasquale di questo racconto è molto evidente.
Gesù accompagna e vigila sul cammino della sua chiesa e le viene incontro come colui che domina la morte. Sale sulla barca invitando a non avere paura, a non temere e consente di raggiungere in fretta la meta. Tutto questo è il frutto della Pasqua di Gesù.

Dal Salmo 33
Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate.

Perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra.

Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.

Giuseppe d'Egitto

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.