Lode

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Dal Vangelo secondo Matteo (11,25-30)
In quel tempo, Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Ascoltiamo questa lode sulla bocca di Gesù risorto, la partecipiamo anche noi con un animo lieto e benedicente. Per comprendere la risurrezione ci vuole un cuore di piccoli. Mi viene in mente che quando sono stato in una classe delle elementari (forse una seconda) a parlare della Pasqua, un bambino mi ha chiesto cosa fosse la risurrezione e dopo la mia spiegazione mi ha chiesto se anche il suo bisnonno sarebbe risorto come Gesù; quando gli ho detto di sì è scoppiato in un grido di gioia pieno e spontaneo. Mi è tornato in mente mentre leggevo questo testo del Vangelo.
Chi conosce il Cristo risorto? Solo il Padre che comprende la vita non ferita dalla morte. E chi conosce il Padre? Solo il Figlio che ha obbedito fino alla morte e ha sperimentato la risurrezione dai morti. Lui ci può rivelare chi sia Dio.
Nella Pasqua ogni stanchezza viene risollevata, ogni vita viene riscattata. Nella Pasqua tutto si rinnova. Ecco un bel ristoro per la nostra vita.

Dal Salmo 103
Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.

Come è tenero un padre verso i figli,
così il Signore è tenero verso quelli che lo temono,
perché egli sa bene di che siamo plasmati,
ricorda che noi siamo polvere. 

Ma l’amore del Signore è da sempre,
per sempre su quelli che lo temono,
e la sua giustizia per i figli dei figli,
per quelli che custodiscono la sua alleanza.

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