Bambini

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Dal Vangelo secondo Marco (10,13-16)
In quel tempo, presentavano a Gesù dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, ponendo le mani su di loro.

Noi dei bambini abbiamo un’idea romantica che non appartiene al tempo di Gesù e neanche a Gesù. Sarebbe un errore attribuire a Gesù un sentimento affettato e dolciastro tipico di alcune immagini devozionali.
Noi di bambini ne abbiamo pochissimi e li trattiamo come i panda (animali in estinzioni), mentre al tempo di Gesù dovevano esserci dei nugoli di bambini. Non esisteva l’attenzione e la cura che noi – giustamente – poniamo nei loro confronti.

Spezziamo una lancia a favore dei discepoli che si comportavano come si sarebbe comportato qualsiasi adulto di quel tempo: senza molti riguardi e con durezza verso chi portava fastidio e scompiglio.
Qui sta la novità di Gesù e la sua “differenza”: di fronte ai bambini, persone ignorate, Gesù mostra un’attenzione e li pone dinanzi ai discepoli come modelli per l’accoglienza del regno di Dio.  Il messaggio è dirompente! Il modello sono coloro che non contano nulla, coloro che sono ignorati. Essi sono i “poveri in spirito” a cui appartiene il regno dei cieli.
Ognuno di noi può fare delle traduzioni nell’oggi pensando ai tanti che – secondo noi – non contano nulla (le vittime della logica dello scarto direbbe papa Francesco) e che potrebbero essere i modelli del regno i prediletti di Gesù. Oltre ogni romanticismo.

Dal Salmo 34
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.

Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia.
Temete il Signore, suoi santi:
nulla manca a coloro che lo temono.

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