Primo e ultimo

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Dal Vangelo secondo Marco (9,30-37)
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». 
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

Io sono l’Alfa e l’Omèga, il Primo e l’Ultimo, il Principio e la Fine.” (Ap 22,13)
Leggendo questo testo del Vangelo mi sono tornate alla mente le parole dette da Gesù nel libro dell’Apocalisse. Lui chiede ai suoi discepoli di farsi primi come lui si è fatto primo: facendosi ultimo. Lui che “da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà“. (2Cor 8,9).

E l’invito di san Paolo nella lettera ai Filippesi: “Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri. Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, …” (Fil 2,4-9)

Perché tutte queste citazioni? Perché l’invito che Gesù rivolge ai suoi discepoli non si riduce ad una questione di stile e di buone relazioni nella comunità. Non è una questione moralistica. Tutti i testi citati riportano alla contemplazione di Cristo. se vogliamo seguire lui dobbiamo percorrere la sua stessa strada. E se è naturale voler primeggiare, la via che Gesù ci indica è quella che lui ha percorso. Vivere  l’accoglienza e il servizio gratuito ai più piccoli è l’unico modo che abbiamo per imitare l’unico che è veramente primo.

Salmo 110
Oracolo del Signore al mio signore:
»Siedi alla mia destra
finché io ponga i tuoi nemici
a sgabello dei tuoi piedi».

Lo scettro del tuo potere
stende il Signore da Sion:
domina in mezzo ai tuoi nemici!
A te il principato
nel giorno della tua potenza
tra santi splendori;
dal seno dell’aurora,
come rugiada, io ti ho generato.

Il Signore ha giurato e non si pente:
»Tu sei sacerdote per sempre
al modo di Melchìsedek».
Il Signore è alla tua destra!
Egli abbatterà i re nel giorno della sua ira,
sarà giudice fra le genti,
ammucchierà cadaveri,
abbatterà teste su vasta terra;
lungo il cammino si disseta al torrente,
perciò solleva alta la testa.

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