Portare i malati

Esorcismo-nella-sinagoga-in-un-affresco-dellundicesimo-secolo.

Dal Vangelo secondo Marco (6,53-56)
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennèsaret e approdarono. Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse. E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati.

Il Vangelo ci racconta in molti passi che portavano i malati da Gesù perché potesse guarirli. La presenza di Gesù è una presenza che risana la realtà per chiunque ne entra in contatto, per chi “lo tocca” anche fugacemente.
C’è un passaggio che precede tutta questa azione. Si dice nel testo che “la gente lo riconobbe“… mi chiedo se oggi Gesù sia riconosciuto, se noi, suoi discepoli e testimoni, siamo capaci di farlo riconoscere presente e pronto a risanare la realtà in cui viviamo.
Lui che è la via, la verità e la vita; Lui che è l’inviato da Padre a compiere le promesse di bene; Lui che è il primo e l’ultimo, Colui che rimane con noi tutti i giorni fino alla fine del mondo, che è presente sacramentalmente nelle nostre chiese e nella vita di ogni battezzato, … non viene riconosciuto. La gente non viene da ogni parte per incontrarlo.

Ciò non toglie che noi non possiamo portare qualcuno da Gesù, che ci possiamo fare carico anche fisicamente di portare le persone a Lui. Oggi è l’11 febbraio, giornata mondiale dei malati nella festa della Madonna di Lourdes.
Nella nostra parrocchia stiamo cercando di diffondere l’impegno per l’accompagnamento alla messa domenicale delle persone che non riescono a venire in autonomia; è un impegno che si potrebbe vivere in ogni parrocchia semplicemente. A Santarcangelo chi fosse disponibile può rivolgersi a don Luca che cerca di organizzare questa bella intenzione.

Dal Salmo 41
Beato l’uomo che ha cura del debole:
nel giorno della sventura il Signore lo libera.
Il Signore veglierà su di lui,
lo farà vivere beato sulla terra,
non lo abbandonerà in preda ai nemici.

Il Signore lo sosterrà sul letto del dolore;
tu lo assisti quando giace ammalato.
Io ho detto: «Pietà di me, Signore,
guariscimi: contro di te ho peccato».

Anche l’amico in cui confidavo,
che con me divideva il pane,
contro di me alza il suo piede.
Ma tu, Signore, abbi pietà, rialzami,
che io li possa ripagare.

Da questo saprò che tu mi vuoi bene:
se non trionfa su di me il mio nemico.
Per la mia integrità tu mi sostieni
e mi fai stare alla tua presenza per sempre.

Sia benedetto il Signore, Dio d’Israele,
da sempre e per sempre. Amen, amen.

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