Scandalo e meraviglia

08-07-2018-1389-gesu-predica-nella-sinagoga-sinagoga-di-nazareth-israele

Dal Vangelo secondo Marco (6,1-6)
In quel tempo, Gesù venne nelnellala sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. 
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

Abbiamo letto questo episodio domenica scorsa, nella versione di Luca. Marco è molto più sintetico; non ci dice quale sia l’insegnamento specifico di Gesù (per Marco è sempre quello annunciato in 1,14-15: “Il tempo è compiuto, il regno di Dio è vicino. Convertitevi e credete nel Vangelo”); non ci presenta le pretese dei nazareni, ma solo il loro stupore. L’ascolto dell’insegnamento di Gesù provoca spesso stupore, perché lui insegna come uno che ha autorità (esperienza diremmo noi) e non come gli scribi (che hanno studiato) (Cfr. Mc 1,22); ma questa volta i nazareni sono stupiti perché i conti non tornano: essi pensano di conoscere Gesù, hanno un pregiudizio che si trasforma in incredulità e questa incredulità suscita la meraviglia di Gesù, una delusione, una ferita.

Gesù si rende conto di essere di fronte ad un muro. Invece di essere di aiuto ai suoi concittadini, proprio per la conoscenza di lui che essi pretendono di avere, egli è loro di scandalo, di impedimento. E’ proprio per lui che non riescono ad accogliere il Vangelo di Dio (Cfr. Mc 1,14) e l’invito alla conversione.

Quante volte anche a noi sarà successo di non riuscire a comunicare la fede e ad aiutare proprio le persone che ci sono più vicine perché proprio quella vicinanza diviene un ostacolo che ci impedisce di essere accolti oltre la nostra amicizia o i nostri legami.

Gesù non si lascia abbattere. Luca ci dice che si mise in cammino. Marco che percorreva i villaggi d’intorno. La missione procede. L’annuncio del Vangelo continua.

Dal Salmo 41
Io ho detto: «Pietà di me, Signore;
risanami, contro di te ho peccato».
Contro di me sussurrano insieme i miei nemici,
contro di me pensano il male:
«Un morbo maligno su di lui si è abbattuto,
da dove si è steso non potrà rialzarsi».
Anche l’amico in cui confidavo,
anche lui, che mangiava il mio pane,
alza contro di me il suo calcagno.

Ma tu, Signore, abbi pietà e sollevami,
che io li possa ripagare.
Da questo saprò che tu mi ami
se non trionfa su di me il mio nemico;
per la mia integrità tu mi sostieni,
mi fai stare alla tua presenza per sempre.
Sia benedetto il Signore, Dio d’Israele,
da sempre e per sempre. Amen, amen.

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