Stanno fuori

commento-al-vangelo-di-domenica-1

Dal Vangelo secondo Marco (3,31-35)
In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

I famigliari, solitamente, sono considerate le persone più prossime, i più vicini, i più intimi. In questo caso, invece, il Vangelo marca una distanza tra Gesù e i suoi parenti stretti.
Mentre Gesù si trova in mezzo a una folla – tutta seduta intorno a lui -, una folla in cui si trova completamente immerso, la madre ed i fratelli di Gesù, come dice per due volte il Vangelo, rimangono fuori, quasi non si volessero confondere con la folla, per quanto questa folla fosse vicina a Gesù.

Solitamente, è anche la mia esperienza, una famiglia tende ad appassionarsi di quanto vive uno dei suoi membri. Quanti sono i genitori che seguono con passione le attività sportive dei figli, o le attività musicali. In Libano ho incontrato genitori che sono andati al campo profughi perché lì c’erano le loro figlie e sono andati per condividere l’esperienza che le loro ragazze stavano vivendo.

Nel caso di Gesù, invece, sembra che la sua famiglia voglia rimanere separata; che non voglia coinvolgersi con questa gente che è venuta ad ascoltare Gesù. Eppure, come ci fa intuire il Vangelo, ormai per incontrare Gesù occorre fare i conti con le persone con cui Lui ha scelto di coinvolgersi. Lo sanno bene gli sposi delle nozze di Cana che, volendo invitare Maria e Gesù alle nozze, invitano anche i suoi discepoli: essi sono ormai i famigliari di Gesù.

Salmo 133
Ecco, com’è bello e com’è dolce
che i fratelli vivano insieme!
È come olio prezioso versato sul capo,
che scende sulla barba, la barba di Aronne,
che scende sull’orlo della sua veste.
È come la rugiada dell’Ermon,
che scende sui monti di Sion.
Perché là il Signore manda la benedizione,
la vita per sempre.

Preghiamo per:
– le famiglie perché siano inclusive di quanto i figli vivono nella loro esperienza.
– l’incontro di stasera sulla situazione dei profughi in Libano
– perché il Signore renda la Chiesa una famiglia

 

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