Accogliere il nuovo

rattoppi2

Dal Vangelo secondo Marco (2,18-22)
In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno. Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».

Che cos’ ha di vecchio il digiuno? Perché Gesù sembra così “ostile” verso una pratica universalmente diffusa come espressione religiosa?
Il rischio del digiuno, come di molte altre pratiche religiose, è quello di mettere al centro “ciò che che l’uomo fa per Dio” invece che “ciò che Dio fa per l’uomo”. La logica del Vangelo e del regno di Dio è quella di accogliere il dono che Dio è pronto a fare, riconoscendo la sua bontà e misericordia, prima di considerare il merito dell’uomo.
La logica dei farisei, invece, puntava molto su questo aspetto, che per Gesù è pericolosissimo perché relega Dio al ruolo di certificatore della bontà dell’uomo che, essendo bravo, ha la pretesa di salvare da solo la sua vita.

E’ quello che papa Francesco denuncia come il pericolo del Pelagianesimo, la pretesa dell’uomo di salvare la propria vita con le proprie forze: è un pericolo sempre in agguato.

Dal Salmo 36
Nel cuore dell’empio parla il peccato,
davanti ai suoi occhi non c’è timor di Dio.
Poiché egli si illude con se stesso
nel ricercare la sua colpa e detestarla.
Inique e fallaci sono le sue parole,
rifiuta di capire, di compiere il bene.
Iniquità trama sul suo giaciglio,
si ostina su vie non buone,
via da sé non respinge il male.

Signore, la tua grazia è nel cielo,
la tua fedeltà fino alle nubi;
la tua giustizia è come i monti più alti,
il tuo giudizio come il grande abisso:
uomini e bestie tu salvi, Signore.

Quanto è preziosa la tua grazia, o Dio!
Si rifugiano gli uomini all’ombra delle tue ali,
si saziano dell’abbondanza della tua casa
e li disseti al torrente delle tue delizie.
E’ in te la sorgente della vita,
alla tua luce vediamo la luce.
Concedi la tua grazia a chi ti conosce,
la tua giustizia ai retti di cuore.

Preghiamo per:
– Coloro che sono chiamati ad accogliere la novità che Dio realizza nella loro vita.
– Coloro che sono troppo attaccati alle pratiche religiose e non riconoscono l’invito di Dio a fidarsi e affidarsi.
– Coloro che, seguendo la logica del compromesso, rischiano di perdere vino e otri.

Vi affido anche il mio viaggio in Libano che inizio oggi per andare a conoscere da vicino l’esperienza dei profughi siriani e di coloro che hanno fatto scelta di condivisione con loro.

locandina

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