Epifania della vita

11-febbraio-2018-b

Dal Vangelo secondo Luca (5,12-16)
Un giorno, mentre Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». 
Gesù tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato!». E immediatamente la lebbra scomparve da lui. Gli ordinò di non dirlo a nessuno: «Va’ invece a mostrarti al sacerdote e fa’ l’offerta per la tua purificazione, come Mosè ha prescritto, a testimonianza per loro». Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie. Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare.

Il racconto parte con una affermazione che sembra mettere alla prova Gesù: se vuoi puoi purificarmi, che si potrebbe tradurre in una domanda del tipo: ma tu cosa vuoi per me? Vuoi la mia vita e il mio bene? Vuoi la mia purificazione?
Gesù manifesta la volontà di Dio come volontà di vita e di bene e, con il suo tocco (proibito dalla legge), restituisce quell’uomo alla vita. La lebbra infatti era considerata l’anticamera della morte e si riteneva che solo Dio potesse concedere la guarigione (per questo era il sacerdote che certificava l’avvenuta guarigione).
Gesù manifesta il suo essere amante della vita, come il Padre è creatore e amante della vita; egli non vuole la morte, ma che i suoi figli vivano.

L’invito rivolto all’uomo lebbroso è quello di presentarsi al sacerdote, di passare per la via ordinaria per la certificazione della sua guarigione. Anche se Gesù agisce in modo straordinario, e un po’ fuori dalle regole (era proibito dalla Legge toccare i lebbrosi), riporta all’ordinario e al rispetto per i ruoli definiti.

Dal libro della Sapienza (cap. 11)
Tutto il mondo, infatti, davanti a te è come polvere sulla bilancia,
come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra.

Bontà e compassione di Dio

Hai compassione di tutti, perché tutto puoi,
chiudi gli occhi sui peccati degli uomini,
aspettando il loro pentimento.
Tu infatti ami tutte le cose che esistono
e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato;
se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure formata.
Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non l’avessi voluta?
Potrebbe conservarsi ciò che da te non fu chiamato all’esistenza?
Tu sei indulgente con tutte le cose, perché sono tue,
Signore, amante della vita.

Preghiamo per:
– Coloro che vivono in presenza della morte.
– Coloro che curano chi è ritenuto incurabile.
– Coloro che non sanno cosa voglia Dio e sono confusi.

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