Epifania delle acque

99-1cb

Dal Vangelo secondo Marco (6,45-52)
[Dopo che i cinquemila uomini furono saziati], Gesù subito costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, a Betsàida, finché non avesse congedato la folla. Quando li ebbe congedati, andò sul monte a pregare. Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli, da solo, a terra. Vedendoli però affaticati nel remare, perché avevano il vento contrario, sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli. Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «È un fantasma!», e si misero a gridare, perché tutti lo avevano visto e ne erano rimasti sconvolti. Ma egli subito parlò loro e disse: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». E salì sulla barca con loro e il vento cessò. E dentro di sé erano fortemente meravigliati, perché non avevano compreso il fatto dei pani: il loro cuore era indurito.

L’epifania del pane non aveva mosso alla fede il cuore dei discepoli. Il Vangelo ci dice che il loro cuore era indurito. Gesù li manda oltre il mare, senza di lui; c’è sempre un percorso da compiere per smuovere il cuore, è necessario mettere in atto un movimento, creare uno spazio di vuoto che genera un certo disagio, che fa fare l’esperienza della propria debolezza.

Gesù è sempre lì. Dalla riva li vede affaticati e va loro incontro camminando sul mare. Per gli Ebrei del tempo antico, l’acqua era un elemento insidioso e non governabile. Solo Dio aveva un potere sulle acque, lui, che fin dalle creazione, aveva posto un limite alle acque dividendole dalla terra asciutta.
Gesù manifesta la sua divinità camminando sulle acque del lago, dominando quell’elemento insidioso che faceva tanta paura agli uomini.
Gesù manifesta la sua presenza come colui che guarisce dalla paura, che placa e domina ciò che spaventa l’uomo per restituirlo alla pace.

Purtroppo gli uomini sono soggetti alla distorsione della paura e, mentre Gesù viene loro incontro camminando sul mare, vedono in lui solo un fantasma, un qualcuno che amplifica la paura invece di toglierla. Ma Dio non è così!

Dal Salmo 104
Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Sei rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto,
tu che distendi i cieli come una tenda,
costruisci sulle acque le tue alte dimore,
fai delle nubi il tuo carro,
cammini sulle ali del vento,
fai dei venti i tuoi messaggeri
e dei fulmini i tuoi ministri.

Egli fondò la terra sulle sue basi:
non potrà mai vacillare.
Tu l’hai coperta con l’oceano come una veste;
al di sopra dei monti stavano le acque.
Al tuo rimprovero esse fuggirono,
al fragore del tuo tuono si ritrassero atterrite.
Salirono sui monti, discesero nelle valli,
verso il luogo che avevi loro assegnato;
hai fissato loro un confine da non oltrepassare,
perché non tornino a coprire la terra.

Tu mandi nelle valli acque sorgive
perché scorrano tra i monti,
dissetino tutte le bestie dei campi
e gli asini selvatici estinguano la loro sete.

In alto abitano gli uccelli del cielo
e cantano tra le fronde.
Dalle tue dimore tu irrighi i monti,
e con il frutto delle tue opere si sazia la terra.

Preghiamo per:
– Coloro che si trovano in mezzo al mare vittime dello sfruttamento, dell’indifferenza, della miseria.
– Coloro che hanno paura di Dio e lo vedono come un fantasma.
– Coloro che hanno il cuore indurito e non riescono ad avere fede.
– Samar, moglie di Sheikh Abdo, che oggi dovrebbe dare alla luce Luna, la loro terza figlia.

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