Ristoro

Miserricordia-e-perdono

Dal Vangelo secondo Matteo (11,28-30)
In quel tempo, Gesù disse: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

La parola “ristoro” ritorna due volte in queste poche righe del Vangelo, ambedue le volte come un invito declinato con due verbi diversi: venite e imparate.

Venite a me e troverete ristoro. Il Signore, lui personalmente è la fonte del ristoro della nostra vita, come dice il salmo 42 : Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio. L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio? Lo stare semplicemente con lui, vedere il suo volto è sorgente di ristoro e di pace. Perché privarsene? Perché accanirsi ne voler fare da soli?

Imparate da me che sono mite e umile di cuore. Il Signore ci insegna la via della pace, quella che, anche in mezzo ai problemi e alle tempeste, conserva il suo radicamento in Dio. I testi della Scrittura che aprono questa prospettiva sono molti: ne cito solamente due. Dal salmo 25: A te, Signore, innalzo l’anima mia, mio Dio, in te confido: che io non resti deluso! Non trionfino su di me i miei nemici! Chiunque in te spera non resti deluso; sia deluso chi tradisce senza motivo. Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri. Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi, perché sei tu il Dio della mia  salvezza; io spero in te tutto il giorno. Dalla lettera ai Filippesi (cap. 2): Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri. Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù

Dal Salmo 42
Come la cerva anela ai corsi d’acqua,
così l’anima mia anela a te, o Dio.
L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente:
quando verrò e vedrò il volto di Dio?

Le lacrime sono il mio pane giorno e notte,
mentre mi dicono sempre: »Dov’è il tuo Dio?».
Questo io ricordo e l’anima mia si strugge:
avanzavo tra la folla,  la precedevo fino alla casa di Dio,
fra canti di gioia e di lode di una moltitudine in festa.

Perché ti rattristi, anima mia, perché ti agiti in me?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.

Di giorno il Signore mi dona il suo amore
e di notte il suo canto è con me,
preghiera al Dio della mia vita.

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