Tutto

Dal Vangelo secondo Luca (21,1-4)
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio. Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».

C’è un testo che ogni ebreo praticante prega ogni giorno; ed inizia così: 
Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. (Dt 6,4-5). In queste parole c’è la sintesi di tutta la fede d’Israele, una fede che nasce dall’ascolto – come dice san Paolo – (cfr. Rom 10).
La fede d’Israele si gioca nel riconoscere che il Signore è Dio di Israele e che è l’unico; questa parte della professione di fede è conosciuta per la rivelazione stessa che Dio ha fatto di sé. La risposta a questa rivelazione è l’amore a Dio con tutto sé stessi (cuore, anima e forze). Il ripetersi per tre volte del termine “tutto” indica l’esigenza di un coinvolgimento totale nella relazione con Dio, simile solo alla relazione sponsale (come direbbe il profeta Osea).

Di fronte a quella gente Gesù alza lo sguardo e vede una diversa modalità di relazionarsi con Dio (le offerte al Tempio erano offerte a Dio). Alcuni gettano il loro superfluo (Marco dirà che, essendo ricchi, gettano molte monete), ma solo quella donna vive la fede autentica d’Israele, perché solo lei dona tutto.

Questo tutto sarà la cifra richiesta anche a coloro che si mettono a seguire Gesù. Devono lasciare tutto per seguirlo.

Dal Salmo 9
Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
annuncerò tutte le tue meraviglie.
Gioirò ed esulterò in te,
canterò inni al tuo nome, o Altissimo,
mentre i miei nemici tornano indietro,
davanti a te inciampano e scompaiono,
perché hai sostenuto il mio diritto e la mia causa:
ti sei seduto in trono come giudice giusto.

Il Signore sarà un rifugio per l’oppresso,
un rifugio nei momenti di angoscia.
Confidino in te quanti conoscono il tuo nome,
perché tu non abbandoni chi ti cerca, Signore.
Cantate inni al Signore, che abita in Sion,
narrate le sue imprese tra i popoli,
perché egli chiede conto del sangue versato,
se ne ricorda, non dimentica il grido dei poveri.

Sorgi, Signore, non prevalga l’uomo:
davanti a te siano giudicate le genti.
Riempile di spavento, Signore,
riconoscano le genti di essere mortali



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