Appesi alle labbra

Dal Vangelo secondo Luca (19,45-48)
In quel tempo, Gesù, entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano, dicendo loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà casa di preghiera”. Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». Ogni giorno insegnava nel tempio. I capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo morire e così anche i capi del popolo; ma non sapevano che cosa fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue labbra nell’ascoltarlo.

C’è una profonda spaccatura tra il popolo e i capi dei sacerdoti. Questi ultimi cercano di uccidere Gesù, mentre i primi pendono dalle sue labbra. Perché questa differenza di fronte all’insegnamento ed ai gesti di Gesù?
Forse i capi hanno un conflitto di interessi e non sono completamente liberi nell’accogliere le parole di Gesù. Anche noi potremmo chiederci cosa stride in noi quando ci chiudiamo di fronte alle parole del Vangelo e all’insegnamento della Chiesa.
Forse la gente trova gusto nell’essere riportata all’essenziale dell’esperienza della fede, aiutata dalla rimozione di sovrastrutture che impediscono di vivere in verità la relazione con Dio. Dovremmo chiederci con attenzione perché gli stessi insegnamenti di Gesù, in me,  provocano tensione e opposizione. Qual è il richiamo alla conversione che mi viene dal Vangelo?

Papa Francesco usa spesso con venerazione l’espressione “il santo popolo di Dio” indicando l’insieme dei credenti che custodisce l’esperienza autentica delle fede e sa riconoscere la verità di Dio insieme ai suoi pastori. Dice ancora papa Francesco nella Evangelii gaudium (n. 31): Il Vescovo deve sempre favorire la comunione missionaria nella sua Chiesa diocesana perseguendo l’ideale delle prime comunità cristiane, nelle quali i credenti avevano un cuore solo e un’anima sola (cfr At 4,32). Perciò, a volte si porrà davanti per indicare la strada e sostenere la speranza del popolo, altre volte starà semplicemente in mezzo a tutti con la sua vicinanza semplice e misericordiosa, e in alcune circostanze dovrà camminare dietro al popolo, per aiutare coloro che sono rimasti indietro e – soprattutto – perché il gregge stesso possiede un suo olfatto per individuare nuove strade.
Ci si può fidare di chi pende dalle labbra di Gesù!

Salmo 28
A te grido, Signore, mia roccia,
con me non tacere:
se tu non mi parli, sono come chi scende nella fossa.
Ascolta la voce della mia supplica,
quando a te grido aiuto, quando alzo le mie mani
verso il tuo santo tempio.

Non trascinarmi via con malvagi e malfattori,
che parlano di pace al loro prossimo,
ma hanno la malizia nel cuore.
Ripagali secondo il loro agire,
secondo la malvagità delle loro azioni;
secondo le opere delle loro mani,
rendi loro quanto meritano.
Non hanno compreso l’agire del Signore
e l’opera delle sue mani:
egli li demolirà, senza più riedificarli.

Sia benedetto il Signore,
che ha dato ascolto alla voce della mia supplica.
Il Signore è mia forza e mio scudo,
in lui ha confidato il mio cuore.
Mi ha dato aiuto: esulta il mio cuore,
con il mio canto voglio rendergli grazie.

Forza è il Signore per il suo popolo,
rifugio di salvezza per il suo consacrato.
Salva il tuo popolo e benedici la tua eredità,
sii loro pastore e sostegno per sempre.

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