Ultimo posto

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Dal Vangelo secondo Luca (14,1.7-11)
Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cédigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».

Questo Vangelo potrebbe far pensare ad una strategia per ottenere, attraverso un sotterfugio di psicologia inversa, quanto anelato. Ma Gesù non ci insegna i sotterfugi; piuttosto ci vuole aiutare a comprendere il valore dell’umiltà.
Lui, il Figlio di Dio, è il mite e l’umile di cuore (Cfr Mt 11), ci insegna la via per vivere noi pure da figli di Dio, senza bisogno di esaltarci per motivi di pura apparenza o per bisogno di riconoscimento sociale.

C’è un bel testo della lettera ai Filippesi, commentato da papa Francesco nel suo intervento al Convegno ecclesiale di Firenze, che ci può aiutare a comprendere le parole di Gesù.

Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri. (Fil 2,3-4)

Ecco la chiave per l’umiltà: il discepolo di Gesù non fa (non dovrebbe fare) nulla per rivalità o per vanagloria perché dovrebbe cercare prima di tutto l’unanimità e la concordia (cfr. v. 2); il discepolo di Gesù considera gli altri superiori a sé stesso non per mancanza di autostima, ma perché capace di sapere riconoscere e gioire per il bene che gli altri sono e fanno; il discepolo di Gesù, infine, non cerca il proprio interesse, ma animato dalla carità, cerca quello degli altri. In questo si esprime il nostro essere discepoli del Signore e in questo testimoniamo al mondo il nuovo umanesimo in Cristo.

Salmo 8
O Signore, Signore nostro,
quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!
Voglio innalzare sopra i cieli la tua magnificenza,
con la bocca di bambini e di lattanti:
hai posto una difesa contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.

Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissato,
che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell’uomo, perché te ne curi?

Davvero l’hai fatto poco meno di un dio,
di gloria e di onore lo hai coronato.
Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi:
tutte le greggi e gli armenti
e anche le bestie della campagna,
gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
ogni essere che percorre le vie dei mari.

O Signore, Signore nostro,
quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!

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