Siate santi!

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Dal Vangelo secondo Matteo (5,1-12)
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Mi colpisce molto questa immagine dell’affresco di Giusto de Menabuoi nella cupola del battistero di Padova. Esso rappresenta molto bene il testo delle beatitudini dandocene la chiave di lettura.
Le beatitudini sono come un prisma che scompone l’immagine del Cristo in una serie di raggi luminosi e con colori diversi, che possono singolarmente incarnarsi nella vita di una singola persona donandole quella luce e quel colore che, per grazia di Dio, è chiamato a riflettere sul mondo, senza dimenticare che quella luce viene da Cristo, il solo che ha compiuto pienamente questa pagina del Vangelo.

La chiamata alla santità dunque trova una risposta su due coordinate fondamentali: il confronto con il Cristo totale, che rappresenta il punto di riferimento, la fonte e la sorgente da cui riceviamo vita e luce; la nostra risposta personale che diviene l’accoglienza di un raggio di questa luce per poterlo riflettere sul mondo.

Meglio di me lo spiega Papa Francesco in questo testo magistrale, che potrebbe diventare anche una preghiera che facciamo su di noi e su tutti coloro che a noi sono legati, per l’affetto, per la fede, per la missione.

Voglia il Cielo che tu possa riconoscere qual è quella parola, quel messaggio di Gesù che Dio desidera dire al mondo con la tua vita. Lasciati trasformare, lasciati rinnovare dallo Spirito, affinché ciò sia possibile, e così la tua preziosa missione non andrà perduta. Il Signore la porterà a compimento anche in mezzo ai tuoi errori e ai tuoi momenti negativi, purché tu non abbandoni la via dell’amore e rimanga sempre aperto alla sua azione soprannaturale che purifica e illumina. (Gaudete et exultate n. 24)

Salmo 150
Alleluia.
Lodate Dio nel suo santuario,
lodatelo nel suo maestoso firmamento.
Lodatelo per le sue imprese,
lodatelo per la sua immensa grandezza.

Lodatelo con il suono del corno,
lodatelo con l’arpa e la cetra.
Lodatelo con tamburelli e danze,
lodatelo sulle corde e con i flauti.

Lodatelo con cimbali sonori,
lodatelo con cimbali squillanti.
Ogni vivente dia lode al Signore. Alleluia.

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