Ciò che è giusto

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Dal Vangelo secondo Luca (12,54-56)
In quel tempo, Gesù diceva alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto? 
Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».

Giudicare ciò che è giusto con la stessa semplicità con cui sappiamo riconoscere i segni del tempo e delle stagioni: è l’invito pressante che ci viene dal Vangelo.
Gesù ci richiama a fare attenzione a quell’illusione diffusa che porta a credere che, ignorando alcuni segnali premonitori, facendo finta di non vedere, si possano evitare le naturali conseguenze. Se non si prende l’iniziativa, se non si agisce responsabilmente, riconoscendo i segnali di quanto sta per accadere, facendo il primo passo, non si potranno evitare le naturali conseguenze di certe premesse.
Abbiamo la responsabilità di evitare le conseguenze del male. E’ quanto ci ricorda anche san Paolo nella lettera ai Romani, quando ci invita vincere con il bene il male (Cfr. Rom 12). Non si tratta di un bene astratto, ma di un’azione concreta che vuole contrastare il male e le sue conseguenze ponendo un gesto di senso contrario.

Le virtù da chiamare in campo sono diverse: occorre prima di tutto intelligenza e sapienza per saper riconoscere ed interpretare i segni e le loro naturali conseguenze; occorre fortezza e determinazione per compiere il passo nella direzione del bene; occorre umiltà per non presumere di essere immuni dalle conseguenze del male; occorre generosità per saper rinunciare a qualcosa in vista di ciò che è più grande e vale di più.

Il Signore ci ha concesso l’intelligenza per giudicare e la libertà per poter scegliere ciò che è giusto. Ricorda san Paolo, sempre nella lettera i Romani: Infatti l’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell’ingiustizia, poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha manifestato a loro. Infatti le sue perfezioni invisibili, ossia la sua eterna potenza e divinità, vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute. Essi dunque non hanno alcun motivo di scusa perché, pur avendo conosciuto Dio, non lo hanno glorificato né ringraziato come Dio, ma si sono perduti nei loro vani ragionamenti e la loro mente ottusa si è ottenebrata. Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti e hanno scambiato la gloria del Dio incorruttibile con un’immagine e una figura di uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.
Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, tanto da disonorare fra loro i propri corpi, perché hanno scambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno adorato e servito le creature anziché il Creatore, che è benedetto nei secoli. Amen. (Rom 1,18-25)

Chiediamo oggi il dono di questa sapienza e della fortezza necessaria per fare il primo passo.

Dal Salmo 94
Intendete, ignoranti del popolo:
stolti, quando diventerete saggi?
Chi ha formato l’orecchio, forse non sente?
Chi ha plasmato l’occhio, forse non vede?
Colui che castiga le genti, forse non punisce,
lui che insegna all’uomo il sapere?

Il Signore conosce i pensieri dell’uomo:
non sono che un soffio.

Beato l’uomo che tu castighi, Signore,
e a cui insegni la tua legge,
per dargli riposo nei giorni di sventura,
finché al malvagio sia scavata la fossa;
poiché il Signore non respinge il suo popolo
e non abbandona la sua eredità,
il giudizio ritornerà a essere giusto
e lo seguiranno tutti i retti di cuore.

Chi sorgerà per me contro i malvagi?
Chi si alzerà con me contro i malfattori?

Se il Signore non fosse stato il mio aiuto,
in breve avrei abitato nel regno del silenzio.
Quando dicevo: «Il mio piede vacilla»,
la tua fedeltà, Signore, mi ha sostenuto.
Nel mio intimo, fra molte preoccupazioni,
il tuo conforto mi ha allietato.

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