Parole ispirate

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Dal Vangelo secondo Luca (12,8-12)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio. Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato. Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».

Ci sono parole ispirate dallo Spirito e ci sono parole contro lo Spirito Santo.
Chi parla contro lo Spirito non sarà perdonato perché disconoscere l’amore di Dio pone nella condizione di auto-escludersi dalla possibilità di essere destinatari dell’amore di Dio che si manifesta sommamente nel perdono. Parlare contro lo Spirito Santo – bestemmiando – significa negare ciò che serve a Dio per perdonarci.

Lo Spirito che è potenza d’amore di Dio, invece, ci viene in aiuto quando siamo chiamati alla testimonianza e a rendere ragione della nostra fede. Questo non avviene in modo magico, ovviamente; ma è più facile per chi ha fatto l’esperienza dello Spirito e dell’amore di Dio nella sua vita, chi si è già lasciato guidare nelle circostanze ordinarie o nelle scelte importanti.

Questa esperienza è capitata molte volte a noi preti, ai catechisti, agli insegnanti, agli educatori, ai genitori… in alcuni momenti ci sembra che le parole che escono dalla nostra bocca non siano proprio farina del nostro sacco, ma che noi siamo solo il tramite per comunicarle a chi ci sta di fronte. Queste parole destano in noi uno stupore e una gratitudine che, per chi crede, è segno della presenza dello Spirito che manifesta i suoi frutti: “Il frutto dello Spirito (invece) è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Gal 5,22).

Dal Salmo 104
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.
Ecco il mare spazioso e vasto:
là rettili e pesci senza numero,
animali piccoli e grandi;
lo solcano le navi
e il Leviatàn che tu hai plasmato
per giocare con lui.

Tutti da te aspettano
che tu dia loro cibo a tempo opportuno.
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono;
apri la tua mano, si saziano di beni.§
Nascondi il tuo volto: li assale il terrore;
togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.

Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
Voglio cantare al Signore finché ho vita,
cantare inni al mio Dio finché esisto.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore.
Benedici il Signore, anima mia. Alleluia.

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