Portatori di pace

pace

Dal Vangelo secondo Luca (10,1-9)
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. 
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. 
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. 
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

Chi sono i missionari del Vangelo inviati da Gesù? Ascoltando questo brano del Vangelo mi colpiscono alcune cose che mi fa bene ricordare:
– il missionario è uno che sa vedere l’abbondanza della messe; non è uno che deve salvare il mondo dai suoi problemi, ma che, come dice il salmo 126, partecipa alla gioia della raccolta di una messe che altri hanno seminato e fatto crescere;
– il missionario è uno che si presenta disarmato e bisognoso perché confida nella provvidenza del Signore e soprattutto vuole valorizzare e condividere il bene di cui sono portatori le persone che lo accolgono;
– il missionario è un portatore di pace; non va per creare conflitti o tensioni, ma per far crescere il bene che è presente e portarlo a compimento; se non viene accolto se va in pace senza pretese e recriminazioni;
– il missionario è portatore di consolazione e guarigione, perché viene ad annunciare la prossimità di Dio ad ogni persona che lo cerca, soprattutto a coloro che sono nella sofferenza e nel dolore.

In questo giorno in cui ricordiamo san Luca evangelista, amico e discepolo di Paolo, vogliamo ricordare tutti i missionari e re-imparare lo stile della missione.

Salmo 126
Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.
Allora si diceva tra le genti:
»Il Signore ha fatto grandi cose per loro».

Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.
Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.

Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.
Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.

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