Ciò che ti manca

giovanericco2015

Dal Vangelo secondo Marco (10,17-30)
In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”». 
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».

Sembrava proprio un bravo tipo. Uno a posto. Aveva sempre osservato i comandamenti; era così desideroso di fare la cosa giusta, anzi sembrava che un sacro fuoco lo divorasse. Si butta ai piedi di Gesù come se dovesse portargli una questione di vita o di morte, proprio come facevano i genitori con i figli gravemente ammalati.
Poi quella domanda così strana sulla bocca di un giovane. Gesù comprende cosa vuole dire: quel giovane non è preoccupato della sua sorte futura oltre la morte, ma è uno che vuole vivere in pienezza la sua vita, che desidera vincere quella  tristezza che ti prende quando sperimenti che le cose belle sono limitate, … e ti rimane l’amaro in bocca.

Gesù “si innamora” di questo giovane, vede nel suo cuore il desiderio di andare oltre il semplice rispetto della legge, vede il fuoco che gli brucia nel petto, ma vede anche cosa gli manca: deve distaccarsi dai suoi beni e accogliere l’invito alla sequela. Deve imparare a fidarsi che solo Dio è buono. Gesù lancia la sua proposta con fiducia, ma il volto dell’altro si fa triste. Forse pensava di non dover scegliere. Forse pensava che tutto sarebbe rimasto così, che Gesù gli dicesse bravo sei a posto così, hai già fatto tutto tu ti meriti già la vita eterna; forse pensava che sarebbe bastato solo fare un po’ meglio… Ma Gesù ha un’altra proposta per lui; Gesù vede il suo bisogno di cambiare registro, di affidarsi tutto alle mani del Padre che solo è buono.
Il giovane non accetta; non si fida. Se ne va deluso e rattristato.

Anche Gesù è rattristato e condivide con i suoi discepoli la sua amarezza. non tanto per quel giovane, ma perché gli uomini fanno fatica a riconoscere che Dio è buono e preferiscono non aver bisogno di lui; preferiscono cavarsela con le loro forze.
Davvero è difficile salvarsi a queste condizioni, ma, per fortuna, nulla è impossibile a Dio.

Dal Salmo 27
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.

Nella sua dimora mi offre riparo
nel giorno della sventura.
Mi nasconde nel segreto della sua tenda,
sopra una roccia mi innalza.

Il mio cuore ripete il tuo invito:
»Cercate il mio volto!».
Il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto,
non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.

Mostrami, Signore, la tua via,
guidami sul retto cammino,
perché mi tendono insidie.

Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.

disabilità1

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