Vox populi

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Dal Vangelo secondo Luca (11,27-28)
In quel tempo, mentre Gesù parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».

E’ bella l’esclamazione di questa donna così spontanea, così popolare e così femminile.
Come dire: chi non vorrebbe un figlio come te Gesù! Beata la tua mamma!
Mi immagino Gesù con un sorriso, perché forse Maria gli aveva riportato le parole che la cugina Elisabetta – ispirata dallo Spirito Santo – le aveva urlato non appena aveva messo piede sulla soglia della casa di Zaccaria: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!» (Lc 1,42); oppure le parole di quel canto che le era sgorgato dal cuore proprio dopo l’abbraccio con Elisabetta: «Tutte le generazioni mi chiameranno beata».
Per Gesù è come se una profezia si compisse.

Eppure lui sa che la vera beatitudine di Maria sua madre non sta nella sua straordinaria maternità, quanto piuttosto nel fatto che lei «ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto», come sempre Elisabetta le aveva annunciato (Lc 1,45)…
E questa beatitudine non è esclusiva!
E Gesù, che vuole che tutti gli uomini siano salvi, apre la via perché questa beatitudine si diffonda al mondo intero, sull’esempio della madre beata: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!». E’ anche per noi. E’ a portata di mano.
Basta ascoltare e mettere in pratica; come l’altra Maria, quella di Betania, seduta ai piedi di questo straordinario ospite: lei ha ricevuto quella parte che non le sarà tolta, la migliore, quella che rende felici. (Cfr. Lc 10,42).

Salmo 84
Quanto sono amabili le tue dimore,
Signore degli eserciti!
L’anima mia anela
e desidera gli atri del Signore.
Il mio cuore e la mia carne
esultano nel Dio vivente.
Anche il passero trova una casa
e la rondine il nido
dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari,
Signore degli eserciti,
mio re e mio Dio.

Beato chi abita nella tua casa:
senza fine canta le tue lodi.
Beato l’uomo che trova in te il suo rifugio
e ha le tue vie nel suo cuore.
Passando per la valle del pianto
la cambia in una sorgente;
anche la prima pioggia
l’ammanta di benedizioni.
Cresce lungo il cammino il suo vigore,
finché compare davanti a Dio in Sion.

Signore, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera,
porgi l’orecchio, Dio di Giacobbe.
Guarda, o Dio, colui che è il nostro scudo,
guarda il volto del tuo consacrato.
Sì, è meglio un giorno nei tuoi atri
che mille nella mia casa;
stare sulla soglia della casa del mio Dio
è meglio che abitare nelle tende dei malvagi.
Perché sole e scudo è il Signore Dio;
il Signore concede grazia e gloria,
non rifiuta il bene a chi cammina nell’integrità.
Signore degli eserciti,
beato l’uomo che in te confida.

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