Per o contro?

Dal Vangelo secondo Marco (9, 38-48 passim)scagli-la-prima-pietra-300x244

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

La questione dei confini non riguarda solamente il tema della nazionalità. Continuamente noi abbiamo l’esigenza di distinguere, di tracciare linee. E’ un’esigenza che viene dal bisogno di comprendere chi siamo.
Gesù,però, ci invita a guardare dentro di noi.
Forse proprio dentro di noi ci sono dei confini che non vengono rispettati.
Forse proprio in noi stessi, o in alcune parti di noi, ci sono dimensioni che ancora non sono evangelizzate. Lì dobbiamo porre la nostra attenzione e impiegare le nostre energie.

Il tema della doppia vita è un tema molto richiamato da papa Francesco.  A noi piace chiamarlo coerenza, integrità, unità di vita.
Il problema è che spesso noi ci accontentiamo di essere coerenti a noi stessi, integrando le nostre infedeltà, le nostre incoerenze, addirittura – in casi gravi – le nostre perversioni. Ci diciamo: “sono fatto/a così; cosa posso farci?

Il discepolo di Gesù, il credente, invece, si pone il problema di essere coerente al Vangelo, non solo a se stesso e non solo a dei valori astratti. Il Vangelo infatti, come dice san Paolo, è una parola viva e una spada a doppio taglio che provoca continuamente alla conversione. Rispetto al Vangelo non posso mai dire di essere a posto, ma sempre ascolterò un invito a cambiare la mia vita per renderla più conforme alla volontà del Padre, sull’esempio di Gesù.

Il tema dei tagli è un tema molto delicato, ma anche molto urgente.
Siamo in una cultura in cui è difficile dire dei ‘no’! I ‘no’ invece sono lo spazio della nostra libertà e, a volte, della nostra dignità e autostima. Io non posso pensare di essere una persona in balia di qualsiasi pulsione o pensiero o desiderio. Devo attuare un discernimento e scegliere in base a ciò che riconosco buono, non solo secondo me, ma, soprattutto, secondo il Vangelo. Questo discernimento, una volta attuato, può richiedere dei ‘no’ che sono dei tagli – a volte molto dolorosi – che devo apportare alla mia vita per mantenermi sulla strada del bene. Altre volte ci sono dei ‘sì’ altrettanto impegnativi che devo pronunciare o confermare per essere fedele alle mie scelte di vita e alle mie scelte vocazionali.

Se ti interessa approfondire questo tema puoi leggere anche questo articolo: Liberi di dire “No!”

Dal Salmo 19
La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.

Anche il tuo servo ne è illuminato,
per chi li osserva è grande il profitto.
Le inavvertenze, chi le discerne?
Assolvimi dai peccati nascosti.

Anche dall’orgoglio salva il tuo servo
perché su di me non abbia potere;
allora sarò irreprensibile,
sarò puro da grave peccato.

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