Cercava di vederlo

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Dal Vangelo secondo Luca (9,7-9)
In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti». Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.

Siamo abituati a pensare ad Erode come ad un depravato e, probabilmente, si comportava come tale, ma anche per lui vale la famosa espressione di don Oreste: “Un uomo non è il suo errore“.
In questo brano di Vangelo abbiamo uno spiraglio di luce sulla figura di Erode: ci viene mostrato il suo desiderio di vedere Gesù e purtroppo, a differenza di altri, il fatto che non ha dato seguito a questo desiderio.

Mi sembra interessante mettere in parallelo questo tratto di Erode, con un’altra figura del Vangelo di Luca: Zaccheo (Lc 19,1-10). Anche Zaccheo era un peccatore, da molti ritenuto un uomo senza scrupoli, eppure desiderava vedere Gesù. Ha dato seguito a questo desiderio ed ha concretizzato la sua ricerca uscendo dalla sua casa e mettendosi sul cammino di Gesù… poi Gesù ha fatto il resto.

Purtroppo Erode non è stato capace di fare altrettanto; il suo desiderio non lo ha mosso in una ricerca concreta, si è fermato alla curiosità e tutto si è bloccato.
Il Vangelo ci racconterà di un incontro tra Erode e Gesù (Cfr. Lc 23,8-15) vissuto quando Pilato, per cavarsi d’impaccio, invierà Gesù da Erode per farlo giudicare; ma questo incontro non produrrà frutti perché Erode non sa riconoscere l’opportunità che gli viene offerta e rimane chiuso nella sua curiosità effimera.

Anche noi possiamo sentire il desiderio di un incontro speciale con il Signore; anche noi – a volte – formuliamo buoni propositi; ma se tutto questo non si concretizza, rimane sterile e non produce vita. Occorre dare ascolto alle nostre intuizioni e concedere loro uno spazio di concretezza perché possano diventare un’apertura di disponibilità all’azione del Signore nella nostra vita.

Dal Salmo 28
A te grido, Signore;
non restare in silenzio, mio Dio,
perché, se tu non mi parli,
io sono come chi scende nella fossa.

Ascolta la voce della mia supplica,
quando ti grido aiuto,
quando alzo le mie mani
verso il tuo santo tempio.
Non travolgermi con gli empi,
con quelli che operano il male.
Parlano di pace al loro prossimo,
ma hanno la malizia nel cuore.

Sia benedetto il Signore,
che ha dato ascolto alla voce della mia preghiera;
il Signore è la mia forza e il mio scudo,
ho posto in lui la mia fiducia;
mi ha dato aiuto ed esulta il mio cuore,
con il mio canto gli rendo grazie.

Il Signore è la forza del suo popolo,
rifugio di salvezza del suo consacrato.
Salva il tuo popolo e la tua eredità benedici,
guidali e sostienili per sempre.

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