Madre e fratelli

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Dal Vangelo secondo Luca (8,19-21)
In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».

La mamma non si tocca… di solito.
Pazienza i fratelli, ma la mamma no! Di mamma ce n’è una sola!
Le parole di Gesù cozzano contro quanto appartiene alla nostra cultura e al nostro modo di pensare, simile a quello di coloro che gli segnalano la presenza dei parenti.

Gesù è davvero partito da casa (non è fuggito) ed ha costituito una nuova fraternità, una nuova relazione, a partire dall’ascolto effettivo della Parola. Proviamo a pensare cosa significa per noi suoi discepoli.
Cosa significa per noi preti, chiamati a lasciare tutto per seguire il Signore.
Cosa significa per gli sposi, chiamati a lasciare padre e madre per costituire, in Cristo, una nuova famiglia.
Cosa significa per ogni uomo o donna che accoglie la Parola come punto di riferimento della sua vita e si trova ad assumere un nuovo modo di pensare e di relazionarsi che spesso non coincide con quello della famiglia di origine.
Cosa significa per noi che incontriamo ogni giorno molte persone e le cataloghiamo non a partire dalla condivisione della fede, ma secondo la nazionalità o la condizione sociale o economica, mentre sono nostri fratelli e fratelli di Cristo (anche madri).

Dal Salmo 69
Dio, tu conosci la mia stoltezza
e i miei errori non ti sono nascosti.
Chi spera in te, per colpa mia non sia confuso,
Signore, Dio degli eserciti;
per causa mia non si vergogni
chi ti cerca, Dio d’Israele.

Per te io sopporto l’insulto
e la vergogna mi copre la faccia;
sono diventato un estraneo ai miei fratelli,
uno straniero per i figli di mia madre.
Perché mi divora lo zelo per la tua casa,
gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me.

Ma io rivolgo a te la mia preghiera,
Signore, nel tempo della benevolenza.
O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi,
nella fedeltà della tua salvezza.
Rispondimi, Signore, perché buono è il tuo amore;
volgiti a me nella tua grande tenerezza.
Non nascondere il volto al tuo servo;
sono nell’angoscia: presto, rispondimi!

Loderò il nome di Dio con un canto,
lo magnificherò con un ringraziamento,
che per il Signore è meglio di un toro,
di un torello con corna e zoccoli.
Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri
e non disprezza i suoi che sono prigionieri.

A lui cantino lode i cieli e la terra,
i mari e quanto brulica in essi.
Perché Dio salverà Sion,
ricostruirà le città di Giuda:
vi abiteranno e ne riavranno il possesso.
La stirpe dei suoi servi ne sarà erede
e chi ama il suo nome vi porrà dimora.

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