Dio ha visitato il suo popolo

zvdv

Dal Vangelo secondo Luca (7,11-17)
In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. 
Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. 
Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.

La gente di Nain che ha assistito alla scena della risurrezione di quel giovane conosceva la Bibbia più di noi e, probabilmente, ha letto questo episodio alla luce di quanto Elia aveva fatto alla vedova che lo aveva accolto a Sarepta di Sidone durante la grande carestia (1Re 17,17-24) ; l’episodio citato si conclude con queste parole: “La donna disse a Elia: «Ora so veramente che tu sei uomo di Dio e che la parola del Signore nella tua bocca è verità»” (v. 24). La gente di Nain vive la stessa reazione: il segno della presenza di Dio in mezzo al suo popolo è evidente e questo – soprattutto – diviene motivo di lode.

E’ bello che la gente non si fermi al fatto, ma riesca ad andare oltre e a comprendere ciò che quel fatto prodigioso significa. Se quel giovane è risuscitato, se Dio ha risposto allo strazio di quella madre già segnata dalla vedovanza, ciò accade perché Dio, in Gesù, ha visitato il suo popolo.

Mi chiedo se noi siamo capaci di questo passaggio o, come accade spesso, ci fermiamo di fronte al fatto senza comprenderne il significato profondo. Il percorso della fede è quello di Mosè, capace di camminare vedendo l’invisibile (Eb 11,27), non perché è cieco, ma perché la fede lo rende capace di vedere oltre i fenomeni e i fatti che accadono.

Salmo 65
Per te il silenzio è lode, o Dio, in Sion,
a te si sciolgono i voti.
A te, che ascolti la preghiera,
viene ogni mortale.
Pesano su di noi le nostre colpe,
ma tu perdoni i nostri delitti.

Beato chi hai scelto perché ti stia vicino:
abiterà nei tuoi atri.
Ci sazieremo dei beni della tua casa,
delle cose sacre del tuo tempio.
Con i prodigi della tua giustizia,
tu ci rispondi, o Dio, nostra salvezza,
fiducia degli estremi confini della terra
e dei mari più lontani.

Tu rendi saldi i monti con la tua forza,
cinto di potenza.
Tu plachi il fragore del mare,
il fragore dei suoi flutti,
il tumulto dei popoli.

Gli abitanti degli estremi confini
sono presi da timore davanti ai tuoi segni:
tu fai gridare di gioia
le soglie dell’oriente e dell’occidente.
Tu visiti la terra e la disseti,
la ricolmi di ricchezze.
Il fiume di Dio è gonfio di acque;
tu prepari il frumento per gli uomini.

Così prepari la terra:
ne irrighi i solchi, ne spiani le zolle,
la bagni con le piogge e benedici i suoi germogli.
Coroni l’anno con i tuoi benefici,
i tuoi solchi stillano abbondanza.
Stillano i pascoli del deserto
e le colline si cingono di esultanza.
I prati si coprono di greggi,
le valli si ammantano di messi:
gridano e cantano di gioia!

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