La croce è nostra gloria

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Dal Vangelo secondo Giovanni (3,12-17)
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».

“La croce di Cristo è nostra gloria, salvezza e risurrezione!” Sono le parole di un’antifona molto antica che viene cantata nella festa di oggi: l’esaltazione della Croce. In questa festa, illuminati da questo Vangelo, noi riconosciamo nella croce di Cristo la sorgente della nostra vita e della nostra salvezza. Oggi contempliamo la croce gloriosa, la testimonianza dell’amore di Dio per noi.

Il Figlio dell’uomo è innalzato sulla croce perché sia offerto alla nostra fede; perché anche noi, come il centurione che si trovava di fronte a Gesù nel momento della sua morte, possiamo dire con fede: “Davvero quest’uomo è Figlio di Dio” e ottenere la vita.

Attraverso noi, attraverso la nostra fede, che diviene annuncio, la salvezza che scaturisce dalla croce gloriosa di Cristo diviene possibilità di vita per il mondo.

Dal Salmo 22
Un branco di cani mi circonda,
mi accerchia una banda di malfattori;
hanno scavato le mie mani e i miei piedi.
Posso contare tutte le mie ossa.
Essi stanno a guardare e mi osservano:
si dividono le mie vesti,
sulla mia tunica gettano la sorte.

Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, vieni presto in mio aiuto.
Libera dalla spada la mia vita,
dalle zampe del cane l’unico mio bene.
Salvami dalle fauci del leone
e dalle corna dei bufali.

Tu mi hai risposto!
Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all’assemblea.
Lodate il Signore, voi suoi fedeli,
gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe,
lo tema tutta la discendenza d’Israele;
perché egli non ha disprezzato
né disdegnato l’afflizione del povero,
il proprio volto non gli ha nascosto
ma ha ascoltato il suo grido di aiuto.

Da te la mia lode nella grande assemblea;
scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.

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