Non si scherza con il peccato

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Dal Vangelo secondo Matteo (14,1-12)
In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni il Battista. È risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi!».
Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo. Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!». Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo considerava un profeta.
Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle quello che avesse chiesto. Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». 
Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione. La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la portò a sua madre. 
I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informare Gesù.

Quanti peccati messi in fila che causano la morte di Giovanni Battista. Una catena di perfidia, arroganza e superficialità che ha come frutto finale la morte del più grande dei profeti.
Ogni volta che leggo questo testo del Vangelo vengo colto da un moto di rabbia verso Erode. Mi chiedo: come può un uomo essere così debole e manipolabile?
Ma poi penso che quell’uomo sono anche io e che il mio peccato, sebbene frutto di una superficialità, connesso a quello di altri che si fanno miei complici più o meno consapevoli, può scatenare una reazione a catena con conseguenze molto gravi.

Mi è capitato di incontrare quest’estate delle ragazze provenienti dalla Nigeria, vittime della tratta della prostituzione, una piaga terribile che riduce queste giovani donne a schiave sessuali. Mi chiedevo se quegli uomini che pagavano pochi euro per fare sesso con queste ragazzine sapevano quale fosse la catena di male e di violenza che si era riversata su queste figlie; se erano consapevoli di essere loro i primi complici di quegli altri uomini che avevano ridotto in schiavitù queste bambine.

Come è facile essere dei complici.
Per questo Gesù ammonisce i suoi discepoli (e anche noi) dicendo:«Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!» (Cfr. Mc 8,15) Non è difficile essere come lui se non si ascoltano le parole dei profeti che Dio ci manda.

Dal Salmo 18
Il Signore mi tratta secondo la mia giustizia,
mi ripaga secondo l’innocenza delle mie mani,
perché ho custodito le vie del Signore,
non ho abbandonato come un empio il mio Dio.

I suoi giudizi mi stanno tutti davanti,
non ho respinto da me la sua legge;
ma integro sono stato con lui
e mi sono guardato dalla colpa.

Il Signore mi ha ripagato secondo la mia giustizia,
secondo l’innocenza delle mie mani davanti ai suoi occhi.

Con l’uomo buono tu sei buono,
con l’uomo integro tu sei integro,
con l’uomo puro tu sei puro
e dal perverso non ti fai ingannare.
Perché tu salvi il popolo dei poveri,
ma abbassi gli occhi dei superbi.

Signore, tu dai luce alla mia lampada;
il mio Dio rischiara le mie tenebre.
Con te mi getterò nella mischia,
con il mio Dio scavalcherò le mura.

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