Misericordia io voglio

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Dal Vangelo secondo Matteo (12,1-8)
In quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». 
Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

Non è difficile ridurre Dio ad un ragioniere o ad un poliziotto, distorcendo l’immagine del suo volto. L’elemento che identifica maggiormente Dio è la misericordia, perché Dio è padre e madre. Gesù lo ha insegnato quando ha parlato della preghiera:

Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo … (Lc 11,11-13)

Neanche il padre più cattivo si comporterebbe così, eppure noi attribuiamo a Dio pensieri e atteggiamenti malvagi, insensibili, per difendere la sua giustizia.

Il Figlio dell’uomo è signore del sabato, di quello spazio nato come dono di Dio all’uomo, per sperimentare la sua grande provvidenza paterna nel giorno in cui l’uomo si riposa dal lavoro, divenuto poi un baluardo da difendere con grande intransigenza, negando la passione di Dio per coloro che sono ammalati, o affamati, o bisognosi di aiuto.

Come è facile anche per noi distorcere il volto di Dio, quando non lo vediamo attraverso gli occhi di Gesù, l’unico che conosce veramente il Padre e che lo può rivelare (Cfr. Gv 1,18; Mt 11, 27).

Dal Salmo 25
A te, Signore, innalzo l’anima mia,
mio Dio, in te confido:
che io non resti deluso!

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza;
io spero in te tutto il giorno.

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.

Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà
per chi custodisce la sua alleanza e i suoi precetti.

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