Spada che separa

14-Luglio-2014

Dal Vangelo secondo Matteo (10,34-11,1)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.
Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. 
Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. 
Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. 
Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».
Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città.

Nel vangelo di Luca c’è un testo misterioso posto in bocca a Simeone: “Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori»” (Lc 2,34-35).

La tradizione ci ha messo di fronte alla Vergine addolorata e ci rimanda ai dolori della Passione. Ma che significato ha questa spada di cui anche Gesù parla nel Vangelo riferendosi a quello che lui è venuto a compiere?

Siamo sempre abituati a pensare a Gesù come ad un uomo di pace, ma la pace che Gesù viene a portare non è una glassa dolce che si stende sul mondo e copre tutti i conflitti, le ingiustizie e le contraddizioni. La pace che Gesù viene a portare è la vittoria del bene sul male, una vittoria che richiede una lotta – pacifica e nonviolenta – ma sempre una lotta. Il libro dell’Apocalisse di san Giovanni ne è una testimonianza eloquente.

La lettera agli Ebrei ricupera questa immagine della spada riguardo alla parola di Dio e dice: «Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore».

Dunque Gesù è segno di contraddizione, punto di riferimento per il discernimento, per aiutarci a comprendere che non tutto va bene, non tutto quello che secondo noi “non ha nulla di male” è conforme al regno di Dio e al Vangelo. Gesù è la spada che discrimina e che taglia per purificare quanto c’è di buono e separarlo da ciò che non è buono.

«Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna». (Mt 5,29-30)

Dal Salmo 17
Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
sii attento al mio grido.
Porgi l’orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c’è inganno.
Dal tuo volto venga per me il giudizio,
i tuoi occhi vedano la giustizia.
Saggia il mio cuore, scrutalo nella notte,
provami al fuoco: non troverai malizia.

Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
e i miei piedi non vacilleranno.
Custodiscimi come pupilla degli occhi,
all’ombra delle tue ali nascondimi,
di fronte ai malvagi che mi opprimono,
ai nemici mortali che mi accerchiano.

Àlzati, Signore, affrontalo, abbattilo;
con la tua spada liberami dal malvagio,
con la tua mano, Signore, dai mortali,
dai mortali del mondo, la cui sorte è in questa vita.
Ma io nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al risveglio mi sazierò della tua immagine

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