Pecore, lupi, serpenti e colombe

lupi-696x522

Dal Vangelo secondo Matteo (10,16-23)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un’altra; in verità io vi dico: non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo». 

Continua il discorso missionario di Gesù, il quale non nasconde le difficoltà date dalle opposizioni. Essere uomini di pace e portare una parola di pace, non esime dal confronto con un’opposizione dura e violenta, ma tale opposizione non ci deve spaventare, ne’ scoraggiare.

Ci sono due rassicurazioni che il Signore ci consegna:
– non preoccupatevi di cosa dire, perché vi sarà dato in quell’ora dallo Spirito del Padre;
– chi persevererà fino alla fine, sarà salvato.

Di fronte all’opposizione e alla persecuzione Gesù non insegna ai suoi discepoli a fare i kamikaze, ma a considerare queste occasioni di confronto difficile come una opportunità di testimonianza evangelica, da vivere prima di tutto tra le mura della propria casa, lì dove i contrasti possono essere ancora più dolorosi.

«Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi». (Gv 15,20)

Noi non siamo ancora abituati a questa prospettiva!
Veniamo da una tradizione in cui il cristianesimo era maggioritario e dominante nella cultura italiana. Il secolarismo – più che il confronto con altre religioni – ci ha portato a riconoscerci come minoranza, ma ancora ci scandalizziamo delle opposizioni e dei contrasti.
Il doppio pericolo che viviamo è – da una parte – quello dell’irrigidimento difensivo, che ci porta ad arroccarci su posizioni che diventano sempre meno evangeliche e più ideologiche e intolleranti, e trovano nello scontro culturale un ambito fecondo per affermare la nostra identità; dall’altra parte il relativismo che ci conduce a ignorare il valore delle differenze con il rischio di perdere il senso specifico del messaggio evangelico chiamato ad essere sale, luce e lievito.

Non è semplice trovare una mediazione. Le immagini che Gesù ci lascia ci chiedono responsabilità e flessibilità per comprendere come agire nelle varie situazioni, non perdendo di vista il mandato di essere sempre portatori di una parola di pace, che, a volte, chiede il sacrificio della nostra vita.

Dal Salmo 55
Porgi l’orecchio, Dio, alla mia preghiera,
non nasconderti di fronte alla mia supplica.
Dammi ascolto e rispondimi;
mi agito ansioso e sono sconvolto
dalle grida del nemico, dall’oppressione del malvagio.
Mi rovesciano addosso cattiveria
e con ira mi aggrediscono.

Dentro di me si stringe il mio cuore,
piombano su di me terrori di morte.
Mi invadono timore e tremore
e mi ricopre lo sgomento.

Dico: «Chi mi darà ali come di colomba
per volare e trovare riposo?
Ecco, errando, fuggirei lontano,
abiterei nel deserto.
In fretta raggiungerei un riparo
dalla furia del vento, dalla bufera».

Se mi avesse insultato un nemico, l’avrei sopportato;
se fosse insorto contro di me un avversario,
da lui mi sarei nascosto.
Ma tu, mio compagno, mio intimo amico,
legato a me da dolce confidenza!
Camminavamo concordi verso la casa di Dio.

Io invoco Dio e il Signore mi salva.
Di sera, al mattino, a mezzogiorno
vivo nell’ansia e sospiro,
ma egli ascolta la mia voce;
in pace riscatta la mia vita
da quelli che mi combattono:
sono tanti i miei avversari.

Affida al Signore il tuo peso ed egli ti sosterrà,
mai permetterà che il giusto vacilli.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...