Toccate

TalithaKum

Mc 5,21-43

Alcune regole per gli Ebrei erano molto chiare: non si poteva toccare un morto; non si poteva toccare una donna durante il ciclo mestruale. In ambedue i casi si contraeva l’impurità rituale (Cfr. Lv 15,19-20-33; Nm 19,13): si era esclusi dal culto e qualsiasi cosa venisse toccata diventava impura.
Per questo quella donna cerca di toccare Gesù alle spalle, di nascosto, e si spaventa quando Gesù la cerca. Ha compiuto un atto grave secondo al Legge di Mosè: ha reso volontariamente impuro un uomo di Dio.

Ma non sono queste le preoccupazioni di Gesù. Egli si espone per essere toccato da chiunque: per questo ha assunto un corpo, per essere toccabile dagli uomini.
Come tocca il lebbroso per guarirlo e si addossa la sua impurità, così si fa toccare dalla donna perché lei possa guarire. La ricerca del suo volto è solamente per confermarla nella fede che ha avuto: per incontrare il Signore e ottenere salvezza, ha dovuto andare oltre quella norma che la escludeva da Dio per incontrare il volto di colui che l’ha chiamata figlia.

Giairo, capo della sinagoga assiste alla scena: per lui il percorso sarà più difficile. Vengono a dirgli che sua figlia è morta, in più il maestro si è fatto toccare da una donna impura. Si apre una scappatoia per lasciare andare Gesù, per non compromettersi.

Molto bello l’intervento di Gesù che questa volta lo anticipa: «Non temere, soltanto abbi fede!».
E poi la scena nella casa di Giairo, una casa diventata un sepolcro per la presenza della figlia morta: è Gesù entra in quella stanza dove la ragazza è sola e la tocca. Prendendola per mano Gesù la fa rialzare con tutta la forza e la dolcezza di cui è capace.

Non c’è una condizione in cui puoi “fare schifo” a Gesù!
Dovunque ti trovi lui viene e ti tocca, come ha toccato quelle due donne, per rialzarle, per restituirle alla vita, alle relazioni, alla dignità, a Dio.
Oggi, se vuoi, puoi farti toccare da Dio.

Salmo 113
Lodate, servi del Signore,
lodate il nome del Signore.

Sia benedetto il nome del Signore,
da ora e per sempre.

Dal sorgere del sole al suo tramonto
sia lodato il nome del Signore.

Su tutte le genti eccelso è il Signore,
più alta dei cieli è la sua gloria.

Chi è come il Signore, nostro Dio,
che siede nell’alto
e si china a guardare
sui cieli e sulla terra?

Solleva dalla polvere il debole,
dall’immondizia rialza il povero,
per farlo sedere tra i prìncipi,
tra i prìncipi del suo popolo.

Fa abitare nella casa la sterile,
come madre gioiosa di figli. Alleluia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...