Non sono degno

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Mt 8,5-17

Strano questo centurione che va incontro a Gesù nella città di Cafarnao: è un uomo cheha fatto costruire la sinagoga della città, quella dove Gesù ha tenuto il discorso sul Pane di vita (Lc 7,4-5; Gv 6,59); è un uomo che ha caro il suo servo ammalato e muove mari e monti, chiede raccomandazioni, affinché Gesù intervenga per la guarigione. Davvero strano questo centurione!

E’ un uomo abituato a comandare, ma conosce bene i suoi limiti; esprime la sua grande fede, pur essendo appartenente ad un popolo pagano.
Porta la richiesta a Gesù, ma non vuole mettere in difficoltà Gesù: sa che per un ebreo è vietato entrare nella casa di un pagano.
Afferma di non essere degno di accogliere Gesù sotto il suo tetto e di credere che la parola e la preghiera di Gesù siano efficaci ugualmente.

Sono interessanti le espressioni che usa per esprimere la sue fede nella potenza di Gesù: “va’, vieni, fa’ questo …” sono tutti “comandi” che anche Dio usa nelle varie storie di vocazione; parole che, sulla bocca di Dio interpellano ad una risposta di fede.

Questo centurione conosce molto bene Dio; sa come agisce; conosce la sua potenza e la sua modalità di intervento. Sa di essere di fronte al Cristo di Dio e si dice pronto a mettersi in gioco, ad obbedire alla sua Parola.
E’ questa la fede che stupisce Gesù! E in effetti, è proprio una di quelle parole che Gesù gli consegna: «Va’, avvenga per te come hai creduto».

Va’ / Vieni / Fa’ questo … sono parole che ancora oggi interpellano la nostra risposta di fede … qual è la parola che il Signore ti dice oggi? Sei disposto a viverla?

Proseguendo nella lettura di questo testo, sembra quasi che quel centurione, con la sua fede, abbia aperto la possibilità di essere guariti a tanti altri. E’ come se avesse aperto la strada e avesse consentito a Gesù di poter operare altre guarigioni.
Il contrario avverrà a Nazareth dove, a causa della incredulità dei suoi concittadini, Gesù non poté operare miracoli (Cfr. Mt 13,58).

Dal Salmo 41
Beato l’uomo che ha cura del debole:
nel giorno della sventura il Signore lo libera.
Il Signore veglierà su di lui,
lo farà vivere beato sulla terra,
non lo abbandonerà in preda ai nemici.
Il Signore lo sosterrà sul letto del dolore;
tu lo assisti quando giace ammalato.

Per la mia integrità tu mi sostieni
e mi fai stare alla tua presenza per sempre.
Sia benedetto il Signore, Dio d’Israele,
da sempre e per sempre. Amen, amen.

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