Dio ha avuto misericordia

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Lc 1,57-66.80

«Giovanni è il suo nome».
Il testo del Vangelo che ci racconta la nascita di Giovanni, figlio di Zaccaria ed Elisabetta, insiste molto sul valore del nome da dare a questo bambino.
L’angelo che aveva annunciato a Zaccaria la nascita di un figlio aveva dato chiara indicazione su quale avrebbe dovuto essere il suo nome: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni» (Lc 1,13).

Nella Bibbia il nome è molto importante e ci sono molti racconti in cui il Signore interviene per cambiare o imporre un nome nuovo (Abram/Abraham; Giacobbe/Israele; Simone/Cefa; Saulo/Paolo, …), perché al nome è attribuito il valore della vocazione e della missione che Dio affida a quella persona.

Giovanni porta nel suo nome l’inizio della buona notizia: Dio ha avuto misericordia.

Zaccaria ed Elisabetta, nonostante le titubanze iniziali (rimane muto il primo, si tiene nascosta la seconda), ora hanno superato ogni paura e proclamano a gran voce che « il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia»; il nome di quel bambino doveva essere Giovanni.

Lui, il bambino che andrà innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati, porta nel suo nome il grande messaggio della sua missione: Dio ha avuto misericordia.

Giovanni ci ricorda che ognuno di noi, con la sua storia, con la sua vita è portatore di una parola del Vangelo che incarna nella sua vita.
Si compie in Giovanni quel prodigio che papa Francesco ci ha ricordato nell’esortazione Gaudete et exultate al n. 24:

Voglia il Cielo che tu possa riconoscere qual è quella parola, quel messaggio di Gesù che Dio desidera dire al mondo con la tua vita. Lasciati trasformare, lasciati rinnovare dallo Spirito, affinché ciò sia possibile, e così la tua preziosa missione non andrà perduta. Il Signore la porterà a compimento anche in mezzo ai tuoi errori e ai tuoi momenti negativi, purché tu non abbandoni la via dell’amore e rimanga sempre aperto alla sua azione soprannaturale che purifica e illumina.

Dal Salmo 139
Sei tu che hai formato i miei reni
e mi hai tessuto nel grembo di mia madre.

Io ti rendo grazie:
hai fatto di me una meraviglia stupenda;
meravigliose sono le tue opere,
le riconosce pienamente l’anima mia.

Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
ricamato nelle profondità della terra.
Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi;
erano tutti scritti nel tuo libro i giorni che furono fissati
quando ancora non ne esisteva uno.

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