Giuramenti

wall77

Mt 5,33-37

L’invito di Gesù a non giurare non è orientato al disimpegno, ma all’esigenza di essere più semplici e – come diciamo in Romagna – più schietti.
Per mantenere la parola non hai bisogno di impegnarti formalmente giurando: se sei una persona sincera, se sei una persona affidabile basta un tuo ‘sì’ o un tuo ‘no’ per sapere che la tua condotta di vita sarà coerente con la tua parola, che farai del tuo meglio per compiere ciò per cui ti sei impegnato.
Se non lo sei, il tuo giuramento è pronunciato a tua condanna.

La parola del Vangelo ci invita alla coerenza tra ciò che affermiamo con la bocca e ciò che mettiamo in atto con le nostre opere e le nostre scelte.
L’ipocrisia è un male antico che Gesù denuncia duramente.
Riporto solamente alcune espressioni di Gesù che ci possono essere utili per approfondire il tema e sentirlo riferito a noi:

– Non chiunque mi dice: «Signore, Signore», entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.  (Mt 7,21)
– «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno». (Mt 23,2-3)
–  Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. (Mt 23,23)
– Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità. (1Gv 3,18)

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati“. (Mt 5,6)

Dal Salmo 50
All’empio dice Dio: «Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
tu che detesti la disciplina e le mie parole te le getti alle spalle?
Se vedi un ladro, corri con lui; e degli adùlteri ti fai compagno.
Abbandoni la tua bocca al male e la tua lingua ordisce inganni.

Ti siedi, parli contro il tuo fratello, getti fango contro il figlio di tua madre.
Hai fatto questo e dovrei tacere? forse credevi ch’io fossi come te!
Ti rimprovero: ti pongo innanzi i tuoi peccati».

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