Adulterio

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Mt 5,27-32

Non so se esista una parola più fuori moda di “adulterio“; raramente io la sento pronunciare. Il dramma dell’infedeltà, che colpisce alcune coppie di sposi, è considerato per lo più con rassegnazione, altre volte con rabbia, ma solo per le conseguenze che provoca sulla vittima dell’infedeltà, non tanto per il gesto in quanto tale.

Gesù va alla radice della questione e ci aiuta a comprendere dove nasce l’adulterio e l’infedeltà: essa nasce dallo sguardo, da come io mi approccio alle persone che incontro; quello sguardo sembra innocuo (“che male c’è?”), ma in realtà innesca dentro di me un processo che si nutre delle mie fragilità e delle mie insicurezze e mi porta a fantasticare e a vivere (inizialmente solo virtualmente) una realtà a cui do forma man mano.

La proposta di Gesù sembra assolutamente inaccettabile: se una mano o un occhio ti sono di scandalo tagliala, cavalo! Come si può essere così radicali? E’ proprio necessario?
Per comprendere la proposta di Gesù occorre partire dalla consapevolezza della propria fragilità: se io presumo di saper gestire ogni situazione, “di poter smettere quando voglio“, questa proposta mi sembrerà esagerata. Ma se sono consapevole della mia fragilità e desidero custodire ciò che ho scelto perché ci tengo, perché lo riconosco come prezioso, non c’è scelta difficile che io non sia disponibile a compiere, non c’è taglio che non valga la pena fare.

Tagliare significa imparare a dire dei ‘no’ decisi e senza sconti a tutto ciò che, anche solo potenzialmente, mi potrebbe mettere in difficoltà. Ma questo ‘no’ che pronuncio lo dico per confermare i miei ‘sì’, per riprendere possesso di quella realtà, di quella relazione che ho scelto liberamente e che liberamente scelgo di nuovo.
Non sono libero se faccio ciò che sento, ma ciò che scelgo.
Gesù ci vuole garantire nella nostra libertà… ad ogni costo.

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”. (Mt 5,8)

Se ritieni ti possa essere utile puoi leggere anche questo post Liberi di dire ‘NO’!

Dal Salmo 36
Oracolo del peccato nel cuore del malvagio:
non c’è paura di Dio davanti ai suoi occhi;
perché egli s’illude con se stesso, davanti ai suoi occhi,
nel non trovare la sua colpa e odiarla.

Le sue parole sono cattiveria e inganno,
rifiuta di capire, di compiere il bene.
Trama cattiveria nel suo letto,
si ostina su vie non buone, non respinge il male.

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