Neutralità perversa

gesu-farisei

Mc 11,27-33

Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio.” (Mc 11,15-16)

Gesù aveva fatto un macello, aveva sbaraccato tutto nel Tempio.
Ora la scena presentata dal Vangelo è molto calma e serena: Gesù cammina (passeggia) nel Tempio.
Quella di Gesù era stata una presa di posizione molto forte e la domanda dei Farisei è del tutto lecita. Non viene fatta per mettere alla prova Gesù, ma (apparentemente) per comprendere. Sembra una buona opportunità.

E’ Gesù, però, che questa volta mette alla prova.
Gli viene chiesto di rivelare di essere il Messia o almeno un profeta, ma lui, come fa spesso, chiede anche ai suoi interlocutori di sbilanciarsi, di compromettersi … pone una domanda riguardo ad una questione su cui la gente aveva le idee molto chiare: come interpretare il ministero di Giovanni Battista? Era un profeta? Veniva da Dio?

Ci sono domande che rappresentano una semplice richiesta di informazione, una curiosità. Ci sono domande che compromettono nella relazione, che chiedono di sbilanciarsi: Gesù si pone a questo secondo livello e non accetta di essere semplicemente l’oggetto di una curiosità astratta. E’ come se dicesse: ma vi interessa veramente? siete coinvolti in questa domanda che mi rivolgete? come vi ponete di fronte a me?

Quei Farisei scelgono di non sbilanciarsi, ma la loro neutralità è perversa perché ha come conseguenza la chiusura della possibilità di una relazione con Gesù che si sottrae alla domanda.

Quante domande anche noi rivolgiamo a Gesù! Quante preghiere escono dalla nostra bocca… ma in quante di queste domande o invocazioni siamo disposti a comprometterci? Anche a noi Gesù chiede: ma ti interessa davvero? ma davvero sei disposto a metterti in gioco su questa cosa? oppure la butti là per vedere cosa succede?

Sappiamo che Gesù non ci sta a questo livello della relazione. E’ invece molto disponibile con chi non ha paura di perdere la faccia, di compromettersi, di rinunciare alle proprie sicurezze per entrare in relazione con lui. (Cfr. La donna siro-fenicia Mc 7,24-30; Giaìro capo della sinagoga Mc 5,22-24.35-43; il padre del ragazzo epilettico Mc 9,20-27).

Dal Salmo 26

Fammi giustizia, Signore: nell’integrità ho camminato,
confido nel Signore, non potrò vacillare.
2 Scrutami, Signore, e mettimi alla prova, raffinami al fuoco il cuore e la mente.
3 La tua bontà è davanti ai miei occhi, nella tua verità ho camminato.

 

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