Chiede, ma per donare

Gesù-e-la-Samaritana

Gv 4,5-42

«Dammi da bere» (Gv 4,7).
Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete»” (Gv 19,28).

C’è un mistero (non un enigma) in questa sete di Gesù che abbraccia quasi tutto il Vangelo di Giovanni e che oggi ci viene proposto in questo dialogo con la Samaritana. Il Signore si manifesta nella sua debolezza di assetato, ma è sempre lui che, poi, dona ciò che è necessario a noi: l’acqua viva che toglie ogni sete.

«Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». (Gv 4,10)
Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua” (Gv 19,33-34).

Si compie come una promessa che Gesù aveva fatto: “Nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù, ritto in piedi, gridò: «Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva chi crede in me. Come dice la Scrittura: Dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva». Questo egli disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non vi era ancora lo Spirito, perché Gesù non era ancora stato glorificato” (Gv 7,37-39).

Gesù si manifesta a noi come un bisognoso, come uno che ci interpella su un bisogno. Ci chiede di aprirci all’incontro a partire da una necessità che lui ci rivela, ma per poi donarci quello che a noi è più necessario, facendocelo scoprire.
Il Signore si mostra assetato perché noi possiamo ascoltare e scoprire la nostra sete trovando in lui la risposta vera e definitiva alle nostre domande.

Il dialogo con la donna samaritana è complesso e in progressione. Da un primo livello va sempre più in profondità nelle rivelazione reciproca che i due personaggi del Vangelo (Gesù e la donna samaritana) si concedono.
Gesù è chiaramente quello che gestisce l’incontro, che con le sue domande, segna i passaggi di livello del dialogo. Ma la donna samaritana non è affatto un soggetto passivo: anche lei risponde a tono e pone le domande profonde che le stanno a cuore.

Gesù è colui che porta il dono di Dio.
Gesù è colui che toglie ogni sete.
Gesù è un profeta.
Gesù è il Messia.
Gesù è capace di dire tutto quello che la donna ha fatto.
Gesù è il salvatore del mondo.

Questo testo si presenta come una grande rivelazione di Gesù, come un’epifania progressiva che culminerà nell’accoglienza che i samaritani gli rivolgono.
Ognuno trova in questo incontro il suo percorso: la donna ha bisogno di essere accompagnata attraverso un itinerario che – alla fine – diviene l’occasione per annunciare ad altri ciò che ha compreso di Gesù. Per i suoi concittadini, forse, il percorso è più immediato. Per tutti si arriva ad una professione di fede a partire da ciò che Gesù rivela di sé.

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