Guardatelo! Ascoltatelo!

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Mt 17,1-9

La seconda tappa del nostro cammino quaresimale ci porta dal deserto sul monte Tabor.
Dobbiamo dire che questa non è una esperienza che Gesù considera adatta a tutti i suoi discepoli: infatti porta con sé solamente Pietro, Giacomo e Giovanni.
Cosa accade sul Tabor? Gesù si trasfigura, il suo volto cambia d’aspetto, la sua divinità emerge in modo sfolgorante, accecante. I tre discepoli sono posti di fronte all’evidenza che il loro Maestro è il Figlio di Dio; già lo avevano creduto (Cfr. Mt 16,13-20), ma questa esperienza lo conferma con chiarezza.

Perché Gesù si mostra loro in questo modo?
Perché il loro cuore sta vacillando. Gesù ha cominciato ad annunciare che il cammino verso Gerusalemme prevederà il rifiuto da parte dei capi del popolo, la sua passione, morte e risurrezione e questa prospettiva ha mandato in confusione i suoi discepoli ancora convinti che il Messia avrebbe avuto un’accoglienza trionfale. Hanno bisogno di essere confermati e sostenuti. Hanno bisogno di vedere la meta perché non si spaventino del percorso che devono compiere.

Ma cosa accade veramente sul Tabor?
Il racconto è molto dettagliato e alcuni elementi ci possono aiutare a comprendere meglio.

– Gesù cambia di aspetto, i discepoli lo vedono in modo diverso. Ma ci possiamo chiedere: è Gesù che si trasfigura o sono i loro occhi che si aprono e vedono finalmente la realtà delle cose? La stessa cosa è accaduta ad Emmaus ai due discepoli che erano in cammino (Cfr Lc 24,13-35). Luca dice che i loro occhi si aprirono e lo riconobbero. La cosa è interessante perché se l’evento della trasfigurazione potrebbe essere considerato unico e irripetibile, la purificazione del nostro sguardo è un evento possibile a tutti e in modo ripetuto; è qualcosa da chiedere per noi e per tutti per avere un sostegno nella fede. Ci possiamo allora domandare: come guardo Gesù? Come lo vedo? Il mio sguardo è fonte di fiducia in lui? sono dispoto a seguirlo sulla via verso la Pasqua?

– Una voce dalla nube luminosa indica con chiarezza che Gesù è il Figlio amato del Padre ed invita ad ascoltarlo. L’ascolto rappresenta una delle piste fondamentali per crescere nella fede, lo ricorda molto bene san Paolo nella lettera ai Romani: “la fede viene dall’ascolto e l’ascolto riguarda la parola di Cristo” (Rom 10,17).
Ascoltare Gesù, lui Parola di Dio fatta carne, in tutto ciò che dice e compie (c’è un ascolto anche dedicato ai fatti e ai gesti); lui che è venuto a portare a compimento la Legge e i Profeti (Mosè ed Elia Cfr. Mt 5, 17). Ci possiamo chiedere: come ascolto la parola del Vangelo? Come mi lascio guidare nella conoscenza di Dio e di Gesù? Obbedisco alla voce del Padre che oggi mi rinnova l’invito all’ascolto?

– La reazione dei discepoli passa dall’estasi al grande timore. Mentre nella contemplazione del volto luminoso del Signore avevano detto: “è bello stare qui…” ora, all’udire quella voce, cadono a terra senza forze e terrorizzati.
La prospettiva è chiara: le parole di Gesù diventano più comprensibili: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Mt 16,24). Ogni spavalderia è fuggita; ogni fantasia è stata fugata. La realtà della sequela di Gesù è quella che conduce alla Pasqua di morte e risurrezione.
E’ a questo punto che Gesù interviene, e con la sua voce rinnova la chiamata: “Alzatevi e non temete“. Alzatevi dalla vostra condizione di morte e di paura e non abbiate timore di seguirmi perché è un cammino che faremo insieme.

Questa seconda tappa della quaresima è una tappa molto intensa. Siamo chiamati a confrontarci con la verità più profonda di Gesù che non è sempre chiaramente visibile ai nostri occhi incapaci di riconoscerlo. Il Signore ci conduce sul monte insieme a Pietro, Giacomo e Giovanni per contemplare al sua gloria e rinforzare la nostra fede in lui.
Il cammino è ancora tutto da compiere e passerà attraverso diverse prove e atti di fede; ma la meta è stata indicata e sarà la glorificazione del Figlio di Dio.

A noi è data la possibilità di guardarlo con i nostri occhi purificati per riconoscerlo e di ascoltarlo con un cuore fiducioso per seguirlo.

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