Seguitemi

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Mc 1,14-20

Un annuncio, due inviti e una promessa: così si potrebbe riassumere il Vangelo di questo primo giorno del tempo ordinario. 

L’annuncio: il Regno di Dio è vicino!
E’ il Vangelo di Dio, la buona notizia che Gesù è venuto a portare. Il Regno di Dio è un’immagine che Gesù spiegherà con le parabole, ma che – sinteticamente – richiama alla signoria di Dio sul tempo e sulla realtà; il Regno di Dio è un mondo in cui le cose vanno come Dio vuole, senza l’interferenza del male. E’ davvero una buona notizia se noi crediamo che Dio sia buono e che la sua volontà sia un bene per noi e per il mondo.

Due inviti: convertitevi e seguitemi.
La conversione (cambiare la mente prima che le azioni) è una risposta all’annuncio del Vangelo di Dio. Se il Regno di Dio è vicino, occorre decidere da che parte stare, quali sono i criteri per scegliere nella vita: sono secondo la logica del Regno di Dio e della sua volontà? O secondo la logica del peccato che si contrappone a Dio? Sono secondo la mente di Dio o secondo il modo di pensare che è tipico di chi vede Dio come un antagonista? Gesù è venuto per mostrare la potenza del Regno ed invitare alla conversione. Si impone una scelta.

La conseguenza della conversione è la scelta di seguire Gesù: ovvero le due scelte, a livello esistenziale, vengono a coincidere. La conversione non significa diventare più buoni, secondo un ideale astratto o morale, ma prendere come riferimento Gesù, colui che ci rivela Dio e il vero volto dell’uomo creato ad immagine di Dio.
Questi primi quattro, che diventeranno poi anche apostoli, in questo momento fanno la scelta di accogliere l’annuncio del Vangelo di Dio e l’invito alla conversione. La conseguenza concreta è la sequela di Gesù, abbandonando tutto e testimoniando l’esigenza di radicalità in questa scelta.

Una promessa: vi farò diventare pescatori di uomini.
Sinceramente per noi questa frase non vuole dire molto; è una espressione addirittura un po’ ambigua; ma per quegli uomini ha rappresentato la promessa che ha consentito loro di abbandonare tutto per seguire Gesù. In essa possiamo riconoscere una discontinuità e una continuità. Non più pescatori di pesci, ma sempre pescatori. Cambia lo scenario, ma Gesù valorizza quello che siamo.
L’espressione pescatori di uomini è stata molto commentata dai Padri della Chiesa. In sintesi essi ci vedono la profezia dell’apostolato che sarà proposto/richiesto a queste due coppie di fratelli. Ma potrebbe anche rappresentare la promessa di Gesù di portare a compimento, secondo la prospettiva del Regno di Dio che è vicino, la loro umanità, di far loro sperimentare in pienezza quello che sono.
Si compirebbe nella promessa di Gesù quella bella espressione che il Concilio ha sintetizzato nella Gaudium et spes:  Chiunque segue Cristo, l’uomo perfetto, diventa anch’egli più uomo (n. 41). Per quei quattro è sufficiente per lasciare le reti e le barche e seguire il Signore.

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