Vanificare il disegno di Dio

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Lc 7,24-30

Forse anche ai tempi di Gesù c’era l’uso di correre dietro ai VIP, ai personaggi famosi, alle stars popolari, … Forse molti avevano considerato Giovanni Battista come una star ed erano accorsi solo per il desiderio di essere partecipi dell’evento del momento: non puoi non esserci – si dice anche oggi-.
Per questo Gesù domanda: cosa siete andati a vedere nel deserto? chi era per voi Giovanni? siete andati dietro ad una star oppure ad un profeta? ma se ritenevate che Giovanni fosse un profeta, perché non lo avete ascoltato?
La prima serie di domande di Gesù vuole purificare le nostre intenzioni…

Poi Gesù conferma che Giovanni era l’inviato da Dio a preparare la strada al Messia. Giovanni, dice Gesù, è stato – umanamente parlando – la personalità più grande di ogni tempo, ma il più piccolo nel Regno è più grande di lui.Perché? Lo spiega bene l’evangelista Giovanni nel suo prologo:

 12A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, 13i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. (Gv 1,12-13) 

Coloro che appartengono al Regno sono stati rigenerati da Dio e appartengono ad un altro ordine di realtà; lo spiega ancora meglio san Paolo nella lettera ai Romani: 

8Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui,9sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. 10Infatti egli morì, e morì per il peccato una volta per tutte; ora invece vive, e vive per Dio. 11Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù. (Rom 6,9-11)

Ma per accogliere la prospettiva del Regno occorre farsi coinvolgere dalle situazioni che Dio crea: perché non vi siete fatti battezzare? Perché non avete accolto l’invito di Giovanni?
Chi non si lascia coinvolgere e mantiene le distanze sia per ideologia, sia per pigrizia o superficialità, rende vano il progetto di Dio su di lui.
Questo è il terribile potere che noi abbiamo: rendere vano per noi stessi il progetto di Dio, l’onnipotente; noi possiamo vanificare il suo desiderio e la sua azione salvifica nei nostri confronti sia con la nostra superficialità, sia con la nostra ideologia… come uno che sta per affondare e non stende le braccia per lasciarsi aiutare da chi è venuto in suo aiuto, ma preferisce recriminare su aspetti marginali, tanto da impedirsi da solo di godere di quella possibilità di salvezza… Non c’è situazione più assurda e più terribile di questa; eppure noi rischiamo di finirci dentro per la nostra presunzione; … come i farisei e i dottori della legge.

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