Domande incrociate

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Mt 21,23-27

A noi può sembrare un gioco, un presa di posizione stizzita di Gesù; in realtà il testo ci mostra la condizione per cui si può conoscere Dio e la sua verità.

Gesù non ci sta a soddisfare la curiosità dei farisei che gli domandano cose importanti, come non si presterà a rispondere alle domande curiose di Erode o di Pilato durante la passione.
Gesù chiede un coinvolgimento relazionale; chiede a tutti, farisei compresi, di compromettersi nella relazione con Lui per poter approfondire la conoscenza di quanto lui sta facendo e dicendo.

Chi nel Vangelo comprende quanto sta accadendo? Sono coloro che Gesù chiama i piccoli:
Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. 26Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. 27Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.(Mt 11,25-27)

I sapienti vogliono una conoscenza “scientifica” non contaminata; per questo si tengono a distanza dalla relazione perché potrebbe rendere meno significativa la conoscenza.
Sono i piccoli che hanno una conoscenza relazionale, che non ha paura di mettersi in gioco e di coinvolgersi nella relazione.
La conoscenza di Dio e dei suoi misteri è data a coloro che si compromettono e non hanno altri scopi o altri timori.

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