Liberi dalla paura di Dio

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La Chiesa ci ha impiegato diciannove secoli per definire il dogma della Immacolata concezione di Maria (8 dicembre 1854), eppure i credenti sia dell’Oriente che dell’Occidente, fin dagli inizi del secondo Millennio, hanno professato la loro fede nel dono straordinario concesso da Dio alla Madre di Dio per renderla capace di accogliere la sua maternità.

La riflessione sulla Immacolata Concezione ci riporta direttamente alla riflessione sul peccato originale (o originante come dice qualche teologo) da cui la Vergine è stata preservata. Perché questa attenzione da parte di Dio?
Perché Maria aveva bisogno di essere completamente libera di fronte alla proposta di Dio, senza quel condizionamento nefasto che il peccato originale causa nell’uomo. La conseguenza più grave e diffusa del peccato nella vita dell’uomo, infatti, è la paura e la sfiducia nei confronti di Dio. Il nemico di Dio suggerisce all’uomo il dubbio che Dio non voglia affatto la nostra felicità e il nostro bene, ma che ci voglia dominare con il suoi comandamenti; e ogni uomo e ogni donna, come i progenitori, tende a credere a questa menzogna e a considerare Dio qualcuno da cui è bene difendersi, qualcuno di cui è saggio avere paura e non fidarsi.

La paura di Dio, la sfiducia nei suoi confronti è il più grande condizionamento che limita la libertà dell’uomo nell’accogliere le proposte che Dio gli rivolge.
Maria è stata resa libera da quel condizionamento, libera dalla paura di Dio, per poter accogliere con libertà piena la vocazione a cui Dio la chiamava. «Non temere Maria perché hai trovato grazia presso Dio» (Lc 1,30).

La stessa libertà che Maria ha ricevuto per grazia -straordinariamente- prima della Pasqua di Gesù, noi la riceviamo grazie al Battesimo, che rappresenta per noi un duplice dono.
Grazie alla fede dei nostri genitori e padrini (per chi ha ricevuto il battesimo da piccolo), che hanno creduto al Vangelo di Gesù -che ci presenta e testimonia che Dio è un Padre amorevole e che di lui non dobbiamo aver nessun timore-, noi abbiamo svelato la menzogna che ci rendeva diffidenti nei confronti di Dio, e abbiamo conosciuto l’amore di Dio per noi, motivo di gioia e di pace (Cfr 1Gv 1,1-4).
Inoltre, grazie al battesimo, noi abbiamo ricevuto quella salvezza che è guarigione dal peccato e da tutte le sue conseguenze; noi siamo stati guariti dalla paura perché siamo stati rigenerati ad una vita nuova che non è più condizionata dal peccato; siamo diventati gioiosamente figli di Dio per grazia e benevolenza di Dio (Cfr Ef 1.3-14).

La festa della Immacolata Concezione è la festa della nostra libertà. Siamo stati liberati nella Pasqua di Gesù, ma questa libertà è evidente proprio nel confronto con l’esperienza di fede di Maria, la quale, libera da ogni condizionamento, ha aderito con cuore libero pronunciando il suo Amen, il suo ci sto!
In effetti a poco servirebbe a noi essere stati liberati se non usassimo la nostra libertà per scegliere ciò che Dio ci propone, riconoscendolo come buono e buono per noi.

La festa dell’Immacolata, con l’accostamento del brano dell’annunciazione, ci mostra come si usa questa libertà, come la si fa fruttare per farla diventare la premessa di un dono per tutti.

Festeggiamo dunque la nostra libertà scegliendo con gioia ciò che Dio ci pone innanzi per il nostro bene e per la crescita del Regno di Dio.

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