Leggerezza e preghiera

29112014

Lc 21,34-36

Leggerezza e preghiera sono i due inviti finali che il Signore ci rivolge quasi come in un commiato.

State bene attenti a voi stessi: siate responsabili del vostro vivere, del vostro tempo, perché quando verrà quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso.
Ciò che arriva all’improvviso procura danni; ciò che è atteso e preparato può essere un po’ gestito.
Mi viene da pensare che un tempo si pregava per essere custoditi dalla morte improvvisa, mentre oggi la si ritiene una buona morte, senza accorgersi di nulla. In realtà tutto, anche la morte andrebbe preparato.
Ciò che è improvviso ci spiazza e ci trova impreparati e inadeguati rispetto alle esigenze del momento. La regola – l’invito – è quella di mantenere una certa leggerezza del cuore senza appesantirsi in dissipazione. Un bell’invito alla sobrietà di vita come condizione per arrivare pronti all’incontro con il Signore.

La preghiera ci serve avere la forza necessaria per sfuggire a quanto sta per accadere e per comparire davanti al Figlio dell’uomo… La forza non ci serve per combattere o contrastare quanto sta per accadere, ma per sfuggire, per evitare. La preghiera è una preghiera che domanda sapienza di cuore e di vita per essere nel posto giusto al momento giusto. La preghiera è quella che mi consente di comprendere come Dio sta agendo e comportarmi di conseguenza.

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