Agnelli in mezzo a lupi

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Lc 21,12-19

Persecuzioni, abbandoni e tradimenti anche dalle persone più care. Niente di tutto ciò che solitamente ci rassicura reggerà di fronte a ciò che il Signore ci annuncia come prossimo.

Il testo del Vangelo ci ricorda un salmo molto triste che narra del tradimento dell’amico:
13Se mi avesse insultato un nemico, l’avrei sopportato;
se fosse insorto contro di me un avversario, da lui mi sarei nascosto.
14Ma sei tu, mio compagno, mio amico e confidente;
15ci legava una dolce amicizia, verso la casa di Dio camminavamo in festa. Sal 55,13-15

Ci sono due rassicurazioni che il Signore ci consegna:
– non saremo abbandonati perché lo Spirito ci suggerirà cosa dire di fronte ai tribunali in cui saremo processati; neanche un capello del nostro capo sarà perduto. Tutto sarà salvato e custodito dal Signore.
– a noi è chiesta la perseveranza, la capacità di resistere alla pressione e alla situazione di difficoltà con fiducia e speranza.

Vi mando come agnelli in mezzo a lupi, ci ricorda il Signore, ma non perché la vostra vita non vale nulla e voi siete carne da cannone, gente di cui posso disporre come mi pare; ma perché la vera vittoria sul male, sulla morte e sul mondo si può ottenere solamente seguendo l’Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo e dona la pace.
Il destino degli agnelli di fronte ai lupi non sembra tanto convincente.
Ma solamente attraverso una logica che ribalta le mentalità di violenza e di scontro, quella in cui si vince il male con il bene (Cfr. Rom 12) – non secondo la fantasia ingenua delle favole -, affrontando il male disarmati e inermi, noi sconfiggiamo il male rendendo vana la sua violenza; accogliamo la vocazione a diventare vittime insieme con Gesù, offrendo la nostra vita in unione alla sua, per la salvezza degli uomini, certi che neppure un capello del nostro capo andrà perduto.

Dicevano i fratelli Maccabei di fronte agli aguzzini:
Dopo costui fu torturato il terzo, che alla loro richiesta mise fuori prontamente la lingua e stese con coraggio le mani 11e disse dignitosamente: «Da Dio ho queste membra e, per le sue leggi, le disprezzo, ma da lui spero di riaverle di nuovo»; 12così lo stesso re e i suoi dignitari rimasero colpiti dalla fierezza del giovinetto, che non teneva in nessun conto le torture. 2Mac 7,10-12

La stessa determinazione ebbero le giovanissime martiri Agnese, Cecilia, Agata, Innocenza, Colomba e tutte le altre ricordate dalla tradizione cristiana di fronte alle minacce dei loro persecutori.
Fiducia, speranza e perseveranza sconfiggono anche i lupi di questo tempo.

L’annuncio di questi eventi drammatici è, per i giusti, un annuncio di speranza, perché viene il Signore a giudicare la terra.
“Quello che anche a noi appare come il rantolo di un mondo che muore, in realtà, agli occhi di Dio, sono le doglie del parto di un mondo nuovo che nasce, dove i discepoli dell’Agnello potranno godere i frutti della pace” ( Cfr. Vescovo Francesco Lambiasi, Loreto 22 novembre 2016)

Noi siamo comunque chiamati a partecipare con responsabilità alle vicende del mondo, senza esimerci dalla fatica e dalla sofferenza che tutti gli altri uomini vivono (Cfr. don Paolo Donati, Loreto 22 novembre 2016)

Nel Vangelo la venuta del Signore del Signore è rappresentata con due immagini che hanno il medesimo valore: il Signore viene come un ladro di notte o viene come lo sposo atteso. Sta a noi decidere in quale atteggiamento porci nell’attesa del Signore che viene (don Gian Paolo Bernabini, Loreto 22 novembre 2016).

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